Adinolfi: “Luca ucciso perché credeva nella famiglia tradizionale”

Mario Adinolfi (screenshot Youtube)
Mario Adinolfi (screenshot Youtube)

E’ incredibile come uno stesso evento possa assumere connotazioni diverse in base a chi lo commenta e soprattutto come un fatto di cronaca atroce e tragico possa diventare in pochissime ore una questione di tutt’altro tipo che sfocia nella politica, nella critica sociale e nelle questioni relative agli orientamenti sessuali dei protagonisti. Poche ore fa Vladimir Luxuria aveva sostenuto che Luca Varani, il ragazzo torturato e ucciso da Marco Prato e Manuel Foffo, fosse in realtà – a dispetto delle sue esternazioni a favore della famiglia tradizionale – un gay represso. Ora arrivano le parole diametralmente opposte di Mario Adinolfi, promotore del Family Day e ideatore del movimento “No gender nelle scuole – Popolo della famiglia. Ecco la sua opinione in merito pubblicata sul suo profilo Facebook: “L’ultimo post del povero Luca Varani su Facebook è un’immagine biblica con la scritta: Dio creò Adamo ed Eva, non Adamo e Claudio. Luca Varani è stato ucciso nella maniera più brutale possibile da due gay che lo hanno stordito, drogato, torturato e infine ammazzato. I due si chiamano Manuel Foffo e Marco Prato, quest’ultimo è un noto organizzatore di eventi che a Roma hanno attratto frotte di gay giovani e meno giovani. L’ultima follia di Manuel e Marco, strafatti e annoiati pure dal sesso estremo tra loro, è stata andare a cercare Luca. Proprio Luca. Quello del post “omofobo”. Secondo l’ipotesi omicidiaria prevalente volevano coinvolgere Luca in un gioco sessuale a tre, in un piano diabolico che porterà all’uccisione del ragazzo per “vedere l’effetto che fa”. Quanto ho posto la questione di come l’informazione tutta abbia glissato sul legame omosessuale tra i due assassini e sul fatto che il quadro sessuale è secondo l’ipotesi omicidiaria prevalente, quello scatenante l’assassinio stesso, sono stato letteralmente preso d’assalto dalla comunità Lgbt. Con il solito metodo e i soliti termini, il solito incredibile tasso di violenza per fortuna solo verbale. Dagli all’omofobo. Minacce di ogni genere, bestemmie, inviti a picchiarmi e/o denunciarmi, tanto da far sembrare tenera persino la richiesta di radiazione dall’Ordine dei Giornalisti. Forse l’Ordine dovrebbe mettere sotto inchiesta chi non ha fornito tutte le notizie su questo caso, occultandone volutamente alcune e mettendo in primo piano altre. Perché in questo paese non si può scrivere la verità, cioè che due gay strafatti hanno ucciso un ragazzo in un quadro di eccitazione sessuale reso folle dalla droga assunta e invece bisogna andare a spulciare la foto con Flavia Vento di due anni fa? Perché bisogna evidenziarla, cosa si vuol dire nel sottotesto? Per fortuna l’ipotesi di reato con cui i due assassini sono stati tradotti in galera è: omicidio premeditato aggravato dai futili motivi. In quel “premeditato” spero che magistrati onesti si stiano chiedendo perché è stato scelto proprio Luca come vittima sacrificale del rituale omicidiario dei due amanti. Perché proprio lui, tra tutti, tra tanti? Per cercare di capire se tutta l’immonda violenza che viene scaricata addosso a noi ogni giorno, perché proviamo magari semplicemente a dire che siamo contrari al matrimonio omosessuale e crediamo in Dio e nella famiglia naturale, non stia generando un delirio persecutorio di cui questo atto è il culmine che sembrava inimmaginabile”.

F.B.