Bruxelles ora è deserta, la gente vive nel terrore

(PHILIPPE HUGUEN/AFP/Getty Images)
(PHILIPPE HUGUEN/AFP/Getty Images)

Da stamattina, da quando cioè è iniziato l’attacco terroristico di matrice islamica che ha colpito l’aeroporto e la metropolitana, Bruxelles è una città fantasma nella quale tutti i servizi pubblici sono stati sospesi. Strade vuote, locali, uffici e scuole chiuse. Tutte le linee di trasporto interrotte. Desolazione ovunque. Ma soprattutto un senso opprimente di paura e terrore, la sensazione che qualsiasi luogo della città sia insicuro. La gente però non ci sta e le prime dichiarazioni sono di grande voglia di reagire e resistere a questa situazione. “Il quartiere è sotto choc, ma Bruxelles deve andare avanti e la vita di tutti i giorni deve proseguire”. “È difficile prevenire, come fermare un uomo con una cintura esplosiva intorno alla vita, non ci puoi fare niente”. “Non mi muoverò, non cedo al ricatto terrorista, non permetterò questo, ma starò più attento alla mia incolumità dopo quest’attacco”. E’ questo il tenore delle dichiarazioni della poca gente incontrata dai cronisti per strada.

Piano piano, come sempre, si tornerà alla normalità. Ma sarà una normalità viziata dalla paura, nella quale ogni piccolo gesto come prendere il bus, andare al lavoro o accompagnare i figli a scuola acquisirà una nuova valenza che non può non tenere conto di quello che è accaduto.

Ecco due video che ci fanno capire meglio quale aria si sia respirata a Bruxelles oggi:


F.B.