Omicidio Piscaglia: brutte notizie per padre Gratien

Padre Gratien (ritaglio video)
Padre Gratien (ritaglio video)

Padre Gratien Alabi, il religioso senegalese finito in carcere e poi agli arresti domiciliari per l’omicidio di Guerrina Piscaglia, dovrà ora tornare in carcere. Lo ha stabilito poco fa la  Corte di Cassazione, che  avrebbe così accolto il ricorso del pm Marco Dioni, titolare dell’inchiesta, contro gli arresti domiciliari concessi al religioso dal Tribunale del Riesame di Firenze, che ora dovrà nuovamente esprimersi sulla misura cautelare. Il pm aveva indicato nei confronti dell’imputato il pericolo di reiterazione del reato ma non il rischio di fuga, che il pg della Cassazione ritiene sussistano.

Come noto, padre Gratien è accusato di essere il responsabile del decesso di Guerrina Piscaglia, scomparsa da Ca Raffaello, frazione del comune di Badia Tedalda, in provincia di Arezzo, il cui cadavere non è mai più stato ritrovato. Circa un anno fa, si pensò che fossero stati rinvenuti i suoi resti nel piccolo cimitero di San Gianni, nel comune di Sestino, sempre nell’aretino. Un paio di settimane dopo, padre Gratien finì in manette. Giuseppina Mazzoni, una delle testimoni chiave al processo in corso in Assise ad Arezzo, qualche settimana fa ribadì che la Piscaglia le aveva confidato di essere innamorata del religioso.