“Ho lavorato una vita per fare la fine di un barbone”

Adriano Montellato (foto dal web)
Adriano Montellato (foto dal web)

C’è rabbia nelle parole di Adriano Montellato, che dopo aver lavorato come operaio a contratto per la Permasteelisa, multinazionale delle costruzioni, e aver pagato tasse e contributi per la pensione, si è ritrovato senza una casa. Tutta “colpa” di una brutta malattia, che ha costretto l’uomo a fare delle scelte obbligate, in primis quella di abbandonare il posto di lavoro. Per un paio d’anni ha dormito sulla prima panchina del binario 1 della stazione dei treni, mentre ora è ospitato a palazzo Moretti.

Persa la casa, infatti, Adriano Montellato ha serie difficoltà a sopravvivere soltanto con la sua piccola pensione di invalidità e spera almeno di ottenere un contributo maggiore, dopo averli versati per 32 anni regolarmente e aver lavorato un ventennio nei cantieri degli Stati Uniti e poi in Spagna, Germania, Hong Kong e Thailandia. Egli stesso qualche tempo fa aveva spiegato alla ‘Tribuna di Treviso’: “In quei vent’anni ho lavorato dappertutto: in Spagna a Barcellona in alcuni edifici della Rambla e del porto. A Bilbao alla copertura in titanio di uno dei principali musei. In Germania, a Norimberga per dei centri commerciali. A Hong Kong all’aeroporto. Negli Stati Uniti, a New Haven per la facciata di alcuni edifici dell’università di Yale. A Sidney alle nuove vetrate del teatro dell’Opera. Un anno per la manutenzione della Bank of America nel cuore di New York”.

“Mi hanno detto che forse tra un po’ mi danno qualcosa mi auguro che la situazione possa sbloccarsi presto”, ha detto Adriano Montellato al ‘Gazzettino’. L’uomo ha un passato da tappezziere: “Avevamo un negozio in via Cornarotta, un altro in via Benzi e il magazzino in via Capodistria. Di quegli anni ho un ricordo bellissimo. Costruivo poltrone e divani e mi occupavo delle consegne. Al lavoro c’erano nove dipendenti. Durante le ore in bottega papà mi trattava sempre come uno di loro. Finito il lavoro tornavamo ad essere di nuovo padre e figlio”.

GM