Bonus bebé: è un diritto anche degli immigrati

(Pixabay)
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Una lavoratrice immigrata residente in Italia da anni ma priva del permesso di lungo periodo, non essendo cittadina italiana, era stata esclusa dal bonus per la figlia. La Sezione Lavoro del Tribunale di Bergamo ha ritenuto che ciò violava la direttiva comunitaria 2011/98/UE anche se rispettava le norme stabilite dalla legge n. 190/2014 e per questo ha condannato l’Inps a risarcire la donna, che quindi avrà quindi diritto a ricevere dall’Inps circa duemila euro annuali fino al compimento del terzo anno di età della bimba.

Si tratta di una sentenza che crea un precedente e che fissa un punto importante rispetto a quelli che sono i diritti degli immigrati regolari, che proprio sul bonus bebé avevano trovato diversi contrasti nel corso della discussione parlamentare. Peraltro, la direttiva comunitaria in questione è chiara sul tema: il trattamento dei cittadini stranieri e quelli del Paese europeo che li ospita deve essere equiparato, anche se non si è in possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo.

Si legge infatti nella sentenza del Tribunale di Bergamo: “Condizionare il riconoscimento del bonus bebè al possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo crea una disparità di trattamento tra cittadini italiani e stranieri che, nel caso in cui questi ultimi siano anche ‘lavoratori’, viola la direttiva 2011/98/UE, che non prevede alcuna possibilità di deroga, né per le prestazioni non essenziali né per quelle essenziali”.

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GM