“I politici? Rispetto a prima, oggi rubano senza pudore”

Renzi e Davigo (ritaglio video)
Renzi e Davigo (ritaglio video)

“La classe dirigente di questo paese quando delinque fa un numero di vittime incomparabilmente più elevato di qualunque delinquente da strada e fa danni più gravi”, parola del neopresidente dell’Anm Piercamillo Davigo, ex componente del pool di Mani Pulite, che poi lancia una stoccata al presidente del Consiglio, Matteo Renzi: “Dire che i magistrati devono parlare solo con le loro sentenze equivale a dire che devono stare zitti”.

Per Davigo, i politici “non hanno smesso di rubare; hanno smesso di vergognarsi. Rivendicano con sfrontatezza quel che prima facevano di nascosto. Dicono cose tipo: ‘Con i nostri soldi facciamo quello che ci pare’. Ma non sono soldi loro; sono dei contribuenti”. E argomenta: “Si ruba in modo meno organizzato. Tutto è lasciato all’iniziativa individuale o a gruppi temporanei. La corruzione è un reato seriale e diffusivo: chi lo commette, tende a ripeterlo, e a coinvolgere altri. Questo dà vita a un mercato illegale, che tende ad autoregolamentarsi: se il corruttore non paga, nessuno si fiderà più di lui. Ma se l’autoregolamentazione non funziona più, allora interviene un soggetto esterno a regolare il mercato: la criminalità organizzata”.

Davigo ricorda la sua esperienza nel pool di Mani Pulite ed evidenzia che dopo Tangentopoli “hanno vinto i corrotti, abbiamo migliorato la specie predata: abbiamo preso le zebre lente, le altre sono diventate più veloci”. I giudici vennero fermati da Berlusconi, sostiene il presidente dell’Anm, “con il decreto Biondi; ma nell’alternanza tra i due schieramenti, l’unica differenza fu che la destra le fece così grosse e così male che non hanno funzionato; la sinistra le fece in modo mirato. Non dico che ci abbiano messi in ginocchio; ma un pò genuflessi sì”.

Quindi sul governo guidato da Matteo Renzi: “Fa le stesse cose. Aumenta le soglie di rilevanza penale. Aumenta la circolazione dei contanti, con la scusa risibile che i pensionati non hanno dimestichezza con le carte di credito”. Sulla responsabilità civile dei magistrati, Davigo afferma: “L’unica conseguenza è che ora pago 30 euro l’anno in più per la mia polizza: questo la dice lunga sulla ridicolaggine delle norme. Tutti abbiamo un’assicurazione. Non siamo preoccupati per la responsabilità civile, ma per la mancanza di un filtro. Se contro un magistrato viene intentata una causa, anche manifestamente infondata, gli verrà la tentazione di difendersi; ma così non farà più il processo, e potrà essere ricusato”.

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GM