Banale ricovero per cisti ovariche, succede il disastro

palma

E’ stata avviata un’inchiesta sulla morte di Palma Casanova, una donna di 56 anni di Atrani, deceduta venerdì sera intorno alle 22 durante un intervento chirurgico, il secondo in pochi giorni, eseguito dalla equipe medica del reparto di Ginecologia dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona. Il sostituto procuratore Elena Guarino, titolare del procedimento ha disposto il sequestro della salma a l’acquisizione delle cartelle cliniche. Da un primo esame delle cartelle cliniche sembrerebbe che la Casanova sia morta per un presunto errore medico durante il primo intervento al quale si era sottoposta martedì 19 aprile per togliere alcune cisti ovariche in laparoscopia. Al momento la posizione di una decina di medici e infermieri al vaglio della magistratura.  Al momento l’attenzione della magistratura è puntata anche sull’ospedale di Castiglione di Ravello dove la Casanova è stata portata venerdì mattina e dove i medici non hanno fatto altro che intubarla e accompagnarla al Ruggi. Il sospetto degli inquirenti è che l’intervento in laparoscopia abbia causato anche una lesione agli organi interni, forse una perforazione dell’intestino.Il giudice ha dato incarico alla polizia di eseguire tutti gli accertamenti del caso per accertare eventuali responsabilità a carico degli indiziati  prima di affidare l’incarico ad un consulente tecnico per l’esame autoptico. La nomina consentirà agli indagati di nominare i loro periti di parte.  Contestualmente all’inchiesta giudiziaria il commissario straordinario dell’azienda ospedaliera di Salerno, Nicola Cantone, ha immediatamente avviato i lavori di una commissione interna per ricostruire quanto accaduto in sala operatoria e nel decorso post operatorio, e capire se al momento delle dimissioni, siano stati fatti tutti i controlli di rito: dall’ecografia agli esami del sangue.