La Camera vota dopo mesi: l’ex ministro Galan non è più deputato

Giancarlo Galan (Paolo Bruno/Getty Images)
Giancarlo Galan (Paolo Bruno/Getty Images)

Accusato di corruzione nell’ambito dell’inchiesta sul Mose, l’ex ministro Giancarlo Galan – che per quel reato ha patteggiato una condanna a due anni e 10 mesi di reclusione e a 2 milioni e 600mila euro di multa – da ieri non è più deputato: Montecitorio ha infatti votato la sua decadenza, dopo mesi di stallo. Sono stati 388 i favorevoli, solo 40 i contrari e 7 gli astenuti. Al suo posto subentrerà ora il vicentino Dino Secco e si chiude così una vicenda che tra continui rinvii non sembrava destinata a risolversi, con l’ex governatore del Veneto che dovrebbe anche decadere dal diritto allo stipendio da parlamentare.

A fine febbraio, il capogruppo Pd in Giunta delle elezioni, Giuseppe Lauricella, aveva denunciato: “Oggi alla riunione della Giunta delle elezioni della Camera, il M5S non si è presentato evitando così di esprimersi in ordine al calendario dei lavori relativo al procedimento sulla decadenza dell’onorevole Giancarlo Galan, avallando tempi ‘comodi’, nonostante il gruppo del Pd avesse chiesto tempi più ridotti per giungere rapidamente alla definizione della questione”.

“Il M5S evidentemente ha cambiato idea sulla decadenza di Galan, disertando volontariamente la seduta”, ha chiosato Lauricella, mentre la Giunta tornerà a riunirsi martedì prossimo e l’8 marzo sono previste le dichiarazioni di voto. In precedenza, a metà gennaio, era stato il Movimento 5 Stelle, col deputato Davide Crippa, a denunciare: “È intollerabile che Giancarlo Galan sia ancora un deputato della Repubblica nonostante la sua condanna definitiva. Il Pd ha disertato due volte la Giunta per le elezioni permettendo a Forza Italia e Ncd di prendere tempo”.

GM