Bufera nel Pd sulla candidata islamica: “Aderisce ai Fratelli musulmani”

Sumaya Abdel Qader (ritaglio Youtube)
Sumaya Abdel Qader (ritaglio Youtube)

Nella lista del Pd alle elezioni amministrative del prossimo 5 giugno a Milano, ci sarebbero due donne di religione musulmana, ma che avrebbero due visioni diametralmente opposte: Sumaya Abdel Qader e Maryan Ismail. La seconda è la sorella di Yusuf Mohamed, ambasciatore somalo all’Onu di Ginevra che è stato assassinato il 27 marzo dell’anno scorso dai terroristi di Al Shabaab, e risulta essersi sempre battuta contro la costruzione della moschea voluta dalla giunta Pisapia.

La donna, infatti, aveva criticato le scelte dell’assessore Pierfrancesco Majorino, meritandosi per altro i rimproveri del segretario cittadino del partito, Pietro Bussolati. Queste le parole di Maryan Ismail: “Avevamo spinto sul fatto che la moschea fosse trasparente, sulla parità di genere, sulla separazione fra politica e religione, sul no a una lettura ortodossa che mortifica la ricchezza del mondo musulmano. Invece viene sempre rappresentato l’islam arabo, che ha l’egemonia, e questo non va bene”. Le critiche della donna erano rivolte in particolare al Caim, il Coordinamento delle associazioni islamiche di Milano.

Proprio del Caim è responsabile culturale Sumaya Abdel Qader, 37 anni, sociologa di origini giordano-palestinesi. La donna è accusata di far parte dei Fratelli Musulmani, come denuncia Valentina Colombo, arabista e studiosa del mondo arabo e dei Fratelli Musulmani, sul ‘Foglio’: “L’unico incarico che Sumaya Abdel Qader evita sempre di indicare è quello più prestigioso: responsabile del dipartimento giovani e studenti della Fioe (Federation of islamic organizations in Europe) che è la principale espressione dei Fratelli Musulmani in Europa, come ha dichiarato Ibrahim Munir la viceguida suprema dei Fratelli Musulmani nel 2014 in un’intervista a un quotidiano egiziano in cui ha detto: il nostro metodo in Europa è rappresentato da una struttura indipendente, che si chiama Fioe”.

“Non mi riconosco nei Fratelli Musulmani”

“Non mi riconosco nei Fratelli Musulmani”, ha spiegato Sumaya Abdel Qader, che ha quindi sottolineato come la Fioe “non fa parte dei Fratelli Musulmani in nessun modo” e nel Caim non ci sarebbero persone vicine alla Fratellanza, quindi ha espresso un giudizio sul contestato movimento dell’ex presidente egiziano Mohamed Morsi: “È una realtà molto complessa che sto studiando da sociologa. Un giudizio? Si sono affrettati a gestire la loro prima vittoria che poi gli si è ritorta contro”.

Le parole della donna sono riportate da ‘Il Giorno’, che ha anche intervistato Massimo Campanini, professore di Storia dei Paesi islamici all’Università di Trento, il quale conosce personalmente Sumaya Abdel Qader “da trent’anni” e non ha dubbi: “Può essere ricondotta all’orizzonte dei Fratelli Musulmani, ma non è persona di cui non ci si possa fidare”. Inoltre, dice Campanini, la Fioe “non è certamente un’associazione completamente diversa dai Fratelli Musulmani, gravitava in quell’universo, ma è un’organizzazione che si è trasformata molto nel corso degli anni”.

Ribadisce invece alcune accuse la Colombo, che però precisa: “Quello di Sumaya è un attivismo in una Fratellanza Musulmana 2.0. Il Fioe è l’istituzione che in Europa rappresenta e raccoglie le organizzazioni che sono legate all’ideologia della Fratellanza Musulmana. La prova di quello che dico sta nel fatto che ogni comunicato della Fioe compare regolarmente nella “Lettera dei Fratelli Musulmani”, pubblicata in arabo ogni venerdì a Londra. La Femyso è la corrispondente giovanile della Fioe”.

GM