Insultata e derisa, il bullismo fa ancora una giovane vittima

Destiny Gleason (Facebook)
Destiny Gleason (Facebook)

L’ultimo atto di bullismo, l’apice toccato dopo mesi di insulti, derisioni e vessazioni quotidiane, è stato questo: una foto di parti intime sulla quale era stato scritto il nome della loro vittima. Un’immagine fotocopiata e affissa ovunque nella scuola. Dopo questa ennesima umiliazione Destiny Gleason, 14 anni, non ce l’ha più fatta e ha deciso di farla finita. I genitori l’hanno trovata impiccata nella sua stanza nella casa di Warrenton, nel Missouri.

Prima di andare a casa e suicidarsi la ragazza ha avuto un ultimo atto di ribellione nei confronti di quei bulli che la tormentavano. Individuati i responsabili dell’ultimo clamoroso atto li ha affrontati picchiandone alcuni, una rissa che l’ha addirittura portata a uscire dalla scuola con le manette ai polsi, trascinata via dalla polizia. La misura evidentemente era colma e la situazione andava risolta ben prima. “Voleva solo piacere a tutti, era la cosa che le importava di più – ha detto Stephanie Clark, la madre della ragazza – Le parole contano. Abbiamo perso nostra figlia a causa di parole. I suoi compagni di classe hanno fatto di tutto per distruggerla e ci sono riusciti. Ci siamo rivolti alla scuola, abbiamo fatto l’impossibile per tentare di far sentire la nostra presenza, ma ci respingevano dicendoci sempre che avrebbero parlato con i ragazzi, che li avrebbero convocati. Non hanno fatto abbastanza”.

F.B.