Morte Fortuna: riesumata la salma di Antonio Giglio

Fortuna Loffredo (foto dal web)
Fortuna Loffredo (foto dal web)

I fascicoli di inchiesta aperti in queste ore sul caso della morte della piccola Fortuna Loffredo, avvenuta nel Parco Verde di Caivano il 24 giugno 2014, sono addirittura tre. Il primo riguarda gli abusi e l’omicidio; si cerca poi di far luce su evenutali favoreggiatori di questi turpi e atroci reati, vale a dire su chi ha visto e ha taciuto, come la donna che avrebbe raccolto e poi buttato via la scarpa che la piccola Fortuna ha perso dopo essere stata uccisa. Infine, poche ore fa, è stato aperto un terzo fascicolo sull’aggressione a Raimondo Caputo, l’uomo accusato di avere ucciso la bimba.

Inoltre, l’inchiesta sembra destinata ad allargarsi ad altri inquilini del palazzo e si parla di almeno cinque casi di bambini che hanno subito violenza. Come noto, determinanti nella risoluzione del giallo sono state le testimonianze dei bambini e non degli adulti omertosi. Al caso della morte della piccola Fortuna Loffredo, peraltro, si ricollega quello di Antonio Giglio, un altro bambino di 3 anni, deceduto sempre per una caduta accidentale dal balcone. Per gli inquirenti, è facile ipotizzare che dietro le morti dei due minori ci possa una rete di pedofili e si vogliono dunque accertare eventuali altre responsabilità di Rai. Per tale ragione, nelle scorse ore, è stata chiesta e ottenuta la riesumazione del corpo del piccolo Antonio Giglio.

Nel frattempo, sul tentativo di linciaggio a Raimondo Caputo è intervenuto il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, sottolineando: “E’ stato quasi linciato in carcere il presunto assassino di Fortuna Loffredo? Se dicessi che mi dispiace, direi una cosa falsa. Non mi dispiace per nulla, anche se non deve essere lasciata alla legge del carcere la soluzione. La Lega da ormai almeno tre legislature propone la castrazione chimica per pedofili e stupratori. Chi mette le mani addosso a un bambino e a una donna deve essere farmacologicamente, quindi senza la scure ma con le pillole, messo in condizione di non rifarlo più per tutta la vita”.

GM