Neonata morta di fame: quel giorno i genitori comprarono un’auto

I genitori della povera Aurora al momento dell'arresto (Web)
I genitori della povera Aurora al momento dell’arresto (Web)

In una storia già tremenda, assurda e indecente emerge un nuovo particolare che se possibile infanga ulteriormente la posizione già infima di Marco Falchi e Olivia Beatrice Grazioli, i genitori della piccola Aurora. La neonata morì a soli 9 mesi di fame e di stenti. La piccola nel momento in cui smise di respirare pesava soltanto sei chilogrammi, con un rapporto tra peso e altezza al di sotto della media del cinquanta per cento. Fu trovata dalla polizia in uno stato pietoso, con piaghe da decubito ed evidenti segni di malnutrizione. Le indagini hanno appurato che Aurora è morta per un arresto cardiocircolatorio provocato da «grave disidratazione» e «iponutrizione cronica e acuta» e che oltre a non mangiare viveva anche in uno stato di degrado assoluto. Durante il dibattimento i due genitori hanno avanzato la scusa dell’indigenza e della povertà, ma ora una clamorosa nuova prova sembra smentire del tutto questa tesi. Infatti il pm Cristian Barilli riferendosi a un nuovo documento da lui depositato all’inizio del processo a carico della coppia che rischia condanne fino a 24 anni di carcere ha reso noto che i due, il giorno stesso in cui morì loro figlia, comprarono un auto dal valore di 9.300 euro. Dunque non erano poi così poveri come volevano far credere e i documenti sono palesi e inoppugnabili. Inoltre l’accusa ha anche dimostrato che la bimba veniva lasciata nella culla per diverse ore senza cambiare posizione e l’autopsia ha provato una grave deformazione del cranio e una piaga sulla schiena dovute a questa immobilità. La bimba inoltre presentava anche una grave dermatite dovuta ai pochi cambi di pannolino effettuati. Come se non bastasse sono stati anche accertati danni ai polmoni provocati dall’ingestione dei liquidi e del cibo, che spesso assumeva quando era sdraiata, in una posizione assolutamente non adatta e rischiosissima.

F.B.