Caivano, picchiata in carcere Marianna Fabozzi

L'arresto di Marianna Fabozzi (ritaglio video)
L’arresto di Marianna Fabozzi (ritaglio video)

Sarebbe stata picchiata in cella Marianna Fabozzi, mamma di Antonio Giglio e  convivente Raimondo Caputo, il 43enne finito in manette per la morte della piccola Fortuna Loffredo. La donna era stata arrestata a novembre e messa ai domiciliari, ma ieri è stata ristretta in carcere per aver violato gli obblighi di custodia cautelare. Secondo quanto ricostruito, la detenuta è stata accerchiata da un gruppo di recluse del carcere femminile di Pozzuoli e colpita violentemente con calci e pugni. Nella ressa, sono rimasti contusi due agenti di polizia penitenziaria intervenuti per evitare conseguenze peggiori.

Nei giorni scorsi, alcuni detenuti del carcere di Poggioreale, dove Raimondo Caputo si trovava già detenuto dal novembre 2015 perché accusato di concorso in violenza sessuale ai danni di una delle figlie della sua convivente, avevano tentato il linciaggio ai suoi danni. L’episodio, secondo quanto riferito dal procuratore di Napoli Nord, Francesco Greco, è accaduto il 30 aprile. Le urla di Caputo e il trambusto proveniente dalla cella hanno attirato l’attenzione di due agenti penitenziari, che sono intervenuti riuscendo a strappare Caputo dalla furia dei suoi aggressori. Adesso il 43enne si trova in una cella di isolamento al terzo piano del padiglione Roma.

Sentita subito dopo il decesso di Fortuna Loffredo, Marianna Fabozzi aveva dato la sua versione dei fatti riguardo la morte del figlio Antonio: “Avevo un figlio di 4 anni, Antonio, che è morto per cause accidentali cadendo dalla finestra della camera da letto della casa di mia mamma. Quella giornata il bambino era andato a trovare la nonna e, vedendo l’elicottero dei Carabinieri, si era sporto eccessivamente cadendo giù”.

GM