Sparì a sei anni: vent’anni dopo l’atroce verità

Peter kema jr. (foto dal web)
Peter Kema jr. (foto dal web)

Lo scorso primo maggio, Peter Kema Jr. – scomparso nel 1997 a sei anni – avrebbe compiuto 25 anni. Di lui non si sono avute più notizie, né un indizio, anche minimo, che potesse portare al suo ritrovamento. La polizia però ora non sembra avere più dubbi: a uccidere il piccolo sarebbero stati i suoi genitori, Peter Kema, 45 anni, e la moglie Jaylini, 46. La coppia deve rispondere di omicidio di secondo grado e si trova rinchiusa in carcere alle Hawaii.

Secondo la versione del padre, il bimbo era stato portato a una zia, Rose Makuakane, che abitava sull’isola di Oahu, ma a insospettire da subito le forze dell’ordine riguardo alle responsabilità dei genitori sono stati alcuni dettagli, in particolare il fatto che la denuncia di scomparsa sarebbe arrivata dopo molti mesi. E’ del 2005 un documento di duemila pagine pubblicato da Lillian Koller, ex direttore dello Human Services, che denuncia gli abusi subiti dal piccolo e dai suoi fratelli.

Il più piccolo di loro, Devalynn, raccontò a uno psicologo che Peter Kema Jr. era morto in una scatola. L’altra sorellina, anni più tardi, spiegò che il padre teneva il figlio “spesso legato con catene e funi”. Il procuratore di Hawaii County, Mitch Roth, dopo la svolta nelle indagini, esulta: “È il giorno che stavamo aspettando da molto tempo. Il 1° maggio sarebbe stato il 25° compleanno del piccolo Peter. È passato troppo tempo prima che venisse fatta giustizia”.

 
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GM