Ashley Olsen, l’omicidio dopo l’abuso di cocaina

Ashley Olsen e Cheik Tidane Diaw (Facebook)
Ashley Olsen e Cheik Tidane Diaw (Facebook)

Il procuratore capo della Repubblica di Firenze, Giuseppe Creazzo, è tornato a parlare dell’omicidio di Ashley Olsen, 35enne di Summer Haven, trovata morta in casa nel capoluogo toscano nel pomeriggio di sabato 9 gennaio. L’occasione è stato un confronto con gli studenti delle scuole secondarie superiori di Firenze presso il liceo Russell Newton di Scandicci, promosso dall’Osservatore Permanente Giovani-Editori, presieduto da Andrea Ceccherini, e coordinato da Paolo Ermini, direttore del “Corriere Fiorentino”.

“Il delitto di Ashley Olsen a Firenze non sarebbe avvenuto se la vittima ed il suo assassino non si fossero imbottiti di cocaina, utilizzo al quale evidentemente entrambi purtroppo erano abituati. La giovane, senza l’uso di cocaina, non avrebbe accettato di andare a casa con uno sconosciuto”, ha spiegato Creazzo, le cui dichiarazioni arrivano all’indomani di quanto affermato dai legali del giovane in carcere per l’omicidio, il senegalese Cheik Tidane Diaw, gli avvocati Antonio Voce e Federico Bagattini.

“Vogliamo poter controllare tutte le immagini video riprese dalle telecamere nelle strade. Da queste immagini vedremo il volto dell’assassino di Ashley Olsen”, spiegano i difensori del giovane, che continuano a sostenerne l’innocenza, poi aggiungono: “Se la morte di Ashley Olsen è confermata tra le 12 e le 12.30, in quell’orario Diaw era fuori dall’appartamento da tempo, da circa un’ora. Lui è uscito dalla casa alle 11.30 circa, come provano le immagini delle telecamere, dunque non può averla uccisa”.

Subito dopo la morte di Ashley Olsen, le sue amiche di sempre scrissero una lettera, in cui la giovane veniva descritta come “affettuosa e accogliente” e sottolinearono: “Nessuno potrà mai prendere il suo cuore dolce e gentile e la sua anima delicata. Il male non può arrivare a toccare il suo spirito. Ciò che abbiamo apprezzato di lei, non andrà mai perduto”. Un’altra amica raccontò invece: “Io le avevo detto che secondo me quel ragazzo era una brutta persona, ma lei voleva la cocaina”.

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GM