Pannella e quel rapporto speciale con Papa Francesco

L'ultima lettera di Pannella al Papa
L’ultima lettera di Pannella al Papa

Che tra il defunto leader radicale, Marco Pannella, e Papa Francesco ci fosse un rapporto di rispetto reciproco lo testimoniano molti particolari, l’ultimo dei quali la telefonata del Pontefice, appena due giorni prima del decesso del politico 86enne. Negli anni, i due non hanno smesso di sentirsi: nell’aprile di due anni fa, ad esempio, il leader radicale era stato operato d’urgenza all’aorta addominale martedì scorso, in seguito ad un malore.

Nonostante le sue condizioni di salute, una volta fuori pericolo, Pannella, pur rimanendo ricoverato in ospedale, aveva ripreso lo sciopero della sete per portare avanti la sua battaglia contro lo stato delle carceri nel nostro Paese e in difesa dei detenuti a cui vengono negati i più elementari diritti. Ricevette così una telefonata da parte di Papa Francesco, che lo aveva chiamato per informarsi sulle sue condizioni di salute.

Qualche mese dopo, Pannella aveva elogiato le parole del Santo Padre su pena di morte e detenzione umana, commentando: “Quello fatto da Papa Francesco è uno splendido intervento, completo, serio, che sta avendo dalle prime reazioni lo stesso trattamento di regime che ha avuto il presidente della Repubblica con il suo grande messaggio alle Camere, trattato in quel modo indecente; francamente credo che passerà come un esempio di vergogna definitiva del regime italiano”.

Nella seconda metà di aprile, infine, l’anziano leader radicale – con le ultime sue forze – aveva scritto una lettera a Papa Francesco, pubblicata in queste ore da ‘Famiglia Cristiana’: “Caro Papa Francesco, ti scrivo dalla mia stanza all’ultimo piano, vicino al cielo, per dirti che in realtà ti stavo vicino a Lesbo quando abbracciavi la carne martoriata di quelle donne, di quei bambini, e di quegli uomini che nessuno vuole accogliere in Europa. Questo è il Vangelo che io amo e che voglio continuare a vivere accanto agli ultimi, quelli che tutti scartano”.

In coda alla lettera, i saluti in maiuscolo: “Ti voglio bene davvero, tuo Marco”. Infine un post-scriptum: “Ho preso in mano la croce che portava mons. Romero, e non riesco a staccarmene”.

GM