Roberta Ragusa, il marito si confidò con una prostituta

Antonio Logli e Roberta Ragusa (foto dal web)
Antonio Logli e Roberta Ragusa (foto dal web)

In attesa che si decida il processo d’Appello bis per il caso di Roberta Ragusa, emergono novità importanti nella vicenda, grazie a una prostituta che ha spiegato in un interrogatorio come Antonio Logli, marito della donna deceduta, si sarebbe confidato con lei: “Se mi separo, sono rovinato”. L’interrogatorio della prostituta – pubblicato ora sul settimanale ‘Giallo’ – risale al 6 luglio 2012, davanti al comando provinciale dei carabinieri di Pisa durante le indagini sulla scomparsa di Roberta Ragusa.

“Nel periodo compreso tra i mesi di giugno e settembre del 2011 mi prostituivo a Pisa all’interno di un appartamento. Ricordo che una sera, proprio dopo cena, ricevetti un cliente che non era mai venuto con me prima di allora. Era un uomo dall’apparente età di 45 anni, capelli brizzolati corti, corporatura magra, altezza oltre il metro e 75. Quel cliente mi chiamò minimo due volte”, aveva raccontato la donna parlando di Antonio Logli.

La prostituta aveva poi proseguito: “Quando entrò nell’appartamento, mi dette l’impressione di una persona educata. Come da prassi in quelle situazioni, avemmo un rapporto sessuale, al termine del quale, dopo essersi rivestito, non si comportò come i normali clienti. Dopo appunto essersi rivestito, si mise a sedere sul letto con atteggiamento dimesso, mi resi conto che qualcosa non andava o che comunque aveva voglia di parlare e quindi gli domandai se aveva dei problemi. Mi rispose che era stressato dalla sua situazione familiare, mi raccontò di essere sposato con una donna molto bella ma che da parecchi anni aveva una relazione con una ragazza molto più giovane di lui della quale era innamoratissimo”.

“Perché non ti separi?”

A quel punto, la prostituta chiese ad Antonio Logli il perché non si separasse dalla moglie: “Lui mi rispose che la separazione gli avrebbe procurato una serie di problemi, mi disse che quando ci si separa ci sono poi i mantenimenti dei figli da pagare, aggiungendo che tutto sarebbe andato in rovina. Il suo accento ricadeva sull’aspetto economico della separazione, piuttosto che su quello familiare”. La sentenza della Cassazione – che annullava con rinvio il proscioglimento di Antonio Logli – era stata emessa a metà marzo di quest’anno. Un anno prima, invece, il gup, Giuseppe Laghezza, aveva stabilito il ‘non luogo a procedere’ per insufficienza di prove. Per il giudice, “gli elementi acquisiti agli atti” erano “insufficienti, contraddittori o comunque inidonei a sostenere l’accusa in giudizio e nel contempo non impinguibili mediante l’istruttoria dibattimentale”. A ottobre, il gup Elda Iadaresta dovrà decidere sul nuovo processo contro l’ex marito di Roberta Ragusa.

 

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GM