Kyenge

(BORIS HEGER/AFP/Getty Images)

Scontro in diretta tv tra il direttore di ‘Libero’ Vittorio Feltri e l’ex ministro e ora europarlamentare Pd Cecile Kyenge: pomo della discordia una prima pagina del quotidiano dopo il delitto di Fermo: “Se l’Italia è razzista, la Kyenge è cinese”. La Kyenge aveva già sottolineato: “Un bel gioco di prestigio: immaginare di far scomparire la realtà con un semplice gioco di parole. Siccome io non sono cinese e siccome l’Italia non è un paese razzista, due cose vere, il pericolo del razzismo in Italia non esisterebbe”.

La Kyenge apre lo scontro televisivo affermando che “io potrei anche avere un passaporto cinese”. Dunque aggiunge che “il titolo di per sé è ambiguo e porta all’istigazione all’odio razziale”. Poi la Kyenge ammette che “l’Italia non è razzista”, A questo punto interviene il direttore, che ribatte a Kyenge: “Sono stato travolto da molte parole e non tutte le ho capite. Ma la Kyenge ammette che l’Italia non è razzista, esattamente quello che volevo esprimere col titolo, frainteso per me in modo strumentale”.

La Kyenge interrompe Feltri che non ci sta: “Se mi fate una domanda rispondo volentieri, ma non desidero essere interrotto quando sto rispondendo. Per gentilezza mi lasci terminare”. Il direttore di ‘Libero’ dice di voler andare via: “Concludo dicendo che me ne vado. Sono stanco di essere invitato gratis, mi fate domande a cui non posso rispondere e in più mi fate fretta di concludere il mio discorso”. E ancora: “Comportatevi con un minimo di educazione”. A questo punto la giornalista di Sky cerca di portare la situazione alla calma ma è ancora Feltri a parlare: “Adesso la parola se la riprende lei, quello che dovevo dire alla signora l’ho detto”.

lo scontro Feltri-Kyenge

GM