Scontro tra treni (foto Vigili del fuoco)

Scontro tra treni (foto Vigili del fuoco)

Dopo le polemiche per la lentezza con la quale sono giunte le informazioni nella giornata di ieri,è il momento del dolore per il tragico disastro sul tratto ferroviario tra Andria e Corato dove ieri alle undici due treni si sono scontrati provocando 27 morti e oltre 50 feriti. A tenere banco, in queste ore, sono però anche nuove polemiche, che riguardano la sicurezza della rete ferroviaria italiana, risalente in gran parte al secondo dopoguerra e costituita per ben il 60% da un binario unico.

Il vero deficit strutturale riguarda il trasporto pubblico locale, che è avanzato soltanto in regioni come Lombardia e Trentino-Alto Adige, mentre nel resto d’Italia troppo spesso presenta delle carenze. Per tale ragione, era arrivata una Direttiva europea – recepita l’ anno scorso nel decreto legislativo 112/2015 – che imponeva la modernizzazione della nostra rete ferroviaria, con gli standard e i controlli della Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria.

La palla sarebbe poi dovuta passare al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti che avrebbe dovuto emanare entro il 15 gennaio scorso un decreto indicando esplicitamente l’elenco delle tratte ferroviarie interessate. Al ministero sostengono che il decreto con la mappatura è pronto da novembre, ma ancora non si è visto. Inoltre, per permettere la modernizzazione della nostra rete ferroviaria, l’Europa aveva stanziato 180 milioni di euro, soldi rimasti inutilizzati, mentre dopo il disastro di ieri la classe politica italiana piange di nuovo – come sempre accade dopo tragedie di questa portata – lacrime di coccodrillo.

 

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GM