“The dark horse” in dvd: recensione

The Dark HorseHa fatto incetta di premi ed è stato osannato dalla critica come “uno dei migliori film di tutti i tempi”. Purtroppo, in Italia, non è mai arrivato nelle sale, ma ora, The dark horse, un vero gioiello cinematografico, diretto da James William Napier Robertson, è disponibile in home video, grazie a Koch Media.

La storia narrata tocca le corde dell’emotività e porta in scena la vera vita di Genesis Potini, il campione di scacchi neozelandese affetto da disturbo bipolare che, per reintegrarsi nella società, deciderà di insegnare a un gruppo di ragazzini disagiati i segreti di questo appassionante gioco.

Il film, dall’animo intenso e profondamente umano, è impreziosito dall’interpretazione di un cast straordinario. Protagonista è l’attore Cliff Curtis, interprete di Die Hard – Vivere o morire, che dà corpo e anima a Genesis Potini, un uomo dalla personalità instabile, ma pur sempre carismatico.

Infatti, il lungometraggio racconta la sua incredibile vita; la vita di una persona problematica, ma assolutamente geniale che troverà il coraggio necessario per guidare un’intera comunità, trasformandosi in un vero e proprio modello da seguire, capace di spronare, motivare e infondere speranza nel prossimo.

Di fatto, lo sguardo qui è chirurgico e mette in evidenza una società che cede alla via criminale, perché delinquere è considerato un modo per restare a galla. Ma Dark horse (così è soprannominato Genesis per la sue abilità strategiche) sa perfettamente che sopravvivere senza dignità e rispetto non equivale a vivere, e benché abbia un’esistenza piuttosto complicata, crede fermamente nel potere dei sogni e della volontà, tant’è che una volta impartiti i primi insegnamenti alla giovane combriccola di svantaggiati, annuncerà loro il suo progetto.

Già… perché Genesis ha un piano; non uno qualsiasi; ne ha uno bello grosso: farli arrivare al campionato nazionale di scacchi. Ovviamente, non sarà affatto facile, perché strappare i ragazzi da situazioni potenzialmente pericolose, costituirà un’impresa ardua.

E così, mentre lotterà per uscire dall’isolamento psicologico dovuto alla malattia, cercherà anche di far fronte a diverse avversità, tutte insite nelle gang di quartiere.

In definitiva, The dark horse si configura come una pellicola capace di toccare il cuore con grande sensibilità, perché grazie all’esempio di Genesis Potini, è in grado emergere un messaggio fondamentale per questo mondo così disastrato, ovvero il valore della forza identitaria e delle seconde opportunità.

Silvia Casini

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