Renzi ci ripensa: anche se perde il referendum non lascia

Matteo Renzi (Sean Gallup/Getty Images)
Matteo Renzi (Sean Gallup/Getty Images)

“Immaginiamo il referendum a ottobre 2016: saranno i cittadini a dire se sono riforme calate dall’alto. Se perdo il referendum costituzionale considero fallita la mia esperienza in politica”. Così si espresse il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nella conferenza stampa di fine anno, a proposito dell’eventuale sconfitta nel referendum costituzionale.

Alle sue parole fecero eco quelle di qualche settimana fa da parte del ministro delle Riforme Maria Elena Boschi: “Se il referendum dovesse andare male non continueremmo il nostro progetto politico”. Un  primo piccolo passo indietro da parte di Renzi era già arrivato in una e-news di fine giugno. “Pd e governo cerchino di capire come e dove possiamo fare meglio. Ci si apra di più al territorio, alle riflessioni e alle critiche dei cittadini, ai suggerimenti degli amministratori locali e dei circoli”, aveva scritto Renzi dopo l’esito dei ballottaggi alle amministrative.

Ieri infine in occasione della ‘Versiliana’ a Marina di Pietrasanta, in provincia di Lucca, Renzi ha sottolineato in maniera esplicita che le elezioni si terranno nel 2018 “comunque vada il referendum”. In pratica, dopo aver legato nei mesi scorsi tenuta del governo e referendum costituzionale a doppio filo, il capo dell’esecutivo ci ripensa.

Renzi prova poi a ricucire con l’Anpi invitandola a un dibattito, ma su Massimo D’Alema è duro: “Lui pesca sempre la carta di attaccare quello più vicino, prima è toccato a Prodi. E la riforma di D’Alema era molto più dura, il governo aveva molti più poteri. Se D’Alema vuole fare la battaglia per difendere le poltrone e magari tornare in Parlamento, auguri. Ma non si utilizzi il referendum per cercare la rivincita al congresso che si farà quando previsto”.

Nel corso del dibattito, c’è anche spazio per parlare del vertice di Ventotene con il presidente francese François Hollande e con la Cancelliera tedesca Angela Merkel. “Tutti gli italiani devono essere orgogliosi che domani, in un luogo simbolo di un grande ideale dell’Europa, la cancelliera Merkel e il presidente Hollande verranno per rilanciare dal basso l’Unione europea”, ha detto Renzi.

Il dramma dei migranti

Poi ha aggiunto: “L’Europa ha tanto bisogno dei valori dell’Italia. Io lo so che ho perso dei voti ma quando vedo un bambino che rischia di annegare, la prima cosa è che quel bambino dev’essere salvato”. Sul dramma dei migranti, Renzi dà quindi un po’ di numeri: “La Germania lo scorso anno ha avuto 1 milione e 170mila arrivi. La Germania ha avuto 8-9 volte quelli che abbiamo avuto noi. Quest’anno ne sta arrivando qualcuno meno, 102mila contro 106mila dello scorso anno nello stesso periodo”.

“Non siamo da soli, se guardate ai numeri ci deve essere la consapevolezza che questo è un problema europeo”, ha concluso Renzi.

Obiettivo meno tasse

Infine un commento sulla politica interna: “Dobbiamo cercare di continuare ad abbassare le tasse. Io però ci sono rimasto male, alcuni nel mio partito mi hanno detto che bisogna smetterla di abbassare le tasse. Ma come, per i cittadini le riduco poco e per alcuni nel Pd le riduco troppo?”.

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GM