Stefano, otto mesi: è lui la vittima più piccola del sisma

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:37
Le macerie di Accumoli (Michele Amoruso/Pacific Press/LightRocket via Getty Images)
Le macerie di Accumoli (Michele Amoruso/Pacific Press/LightRocket via Getty Images)

“Qui c’è una famiglia sotto le macerie e non riusciamo a contattarli”, queste furono le parole di Stefano Petrucci, sindaco di Accumoli, uno dei centri maggiormente colpiti dal terremoto di magnitudo 6 che ha colpito un’area a cavallo tra le province di Rieti e Ascoli nella notte tra martedì e mercoledì scorsi alle 3:38. La tragedia di quella famiglia venne raccontata all’Ansa dal fotografo Emiliano Grillotti, la notte stessa del sisma, quando spiegò come nel corso almeno 15 persone stanno scavando a mani nude per salvarli: “Si sentono le urla della mamma e di uno dei bambini”.

Sotto le macerie del campanile di Accumoli, il paese più vicino all’epicentro, ma che ha pagato il minor tributo di sangue, erano rimasti Andrea Tuccio, 35 anni, la moglie Graziella, 32, e i due figli Riccardo, 7 anni e Stefano, appena otto mesi. E’ lui la vittima più piccola del terremoto, che ha sorpreso nel sonno tantissimi bambini, come ad esempio Marisol Piermarini, una bimba di 18 mesi in vacanza con i genitori nella loro casa di Arquata del Tronto. Sua mamma Martina era scampata al terremoto de L’Aquila e si era poi trasferita ad Ascoli col padre della piccola, Massimiliano. Entrambi erano presenti sabato ai funerali celebrati nel capoluogo piceno.

Vicino al nipotino Stefano e all’intero nucleo familiare scomparso è voluto restare in questi giorni la 62enne Simonetta Tuccio, nonostante un tumore al polmone contro il quale sta combattendo. La donna ha voluto raccontare il suo dramma, ricordando: “Insieme ad Andrea e ai nipotini Stefano e Riccardo, ho perso mia nuora Graziella. Per me era una figlia, la conosco da quando aveva 14 anni”.

 

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GM