(Websource/archivio)

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L’ex premier Romano Prodi, a margine della sua lectio magistralis al Sant’Anna di Pisa, ha parlato di un tema a lui molto caro, ovvero il destino dell’Unione Europea. L’ex leader dell’Ulivo ed ex presidente della Commissione Europea si è detto molto preoccupato per il destino dell’Ue e ha individuato precise responsabilità nella Germania e nella sua politica: “Un leader deve rendersi conto delle esigenze e dei problemi di tutti gli appartenenti a una comunità, la Germania non si sta rendendo conto dal punto di vista politico degli obblighi della leadership. La politica tedesca alimenta l’antieuropeismo, pensate solo a cos’è servita l’umiliazione della Grecia. Era già necessario 5 anni fa un cambiamento della politica tedesca. Non ha alcun senso che la Germania abbia un surplus commerciale del 9%, quasi come il Pil del Belgio. E’ inconcepibile. Quando lo aveva la Cina era considerata nemica dell’umanità. Non vogliamo tedeschi spendaccioni, ma devono rendersi conto che così frenano lo sviluppo degli altri Paesi e rendono pressoché impossibile la messa posto del debito”. Romano Prodi ha poi concluso così la sua amara analisi: “Io non sono rassegnato, ma constato un indebolimento progressivo non solo a causa di Brexit ma a causa di una continua mancanza di una politica comune. L’Europa è il nostro destino, senza l’Europa saremmo finiti ma la vedo pericolosamente a rischio”. A margine anche una considerazione personale di politica interna non priva di una nota polemica: “Io, al di là delle battute che si sentono in giro, ho diminuito il rapporto debito-pil di 10-12 punti nei miei due governi”.

F.B.

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