Dà la caccia agli assassini del marito per oltre cinque lustri

Li Guiying (foto dal web)
Li Guiying (foto dal web)

Il dramma di Li Guiying inizia nel 1999 in un piccolo villaggio della provincia centrale di Henan. La donna, madre di cinque bambini, era una funzionaria mentre il marito, Qi Yuande, faceva il maestro. La loro visibilità è grande e il loro lavoro non è semplice, in particolare quello della moglie, tant’è che Qi Xueshan, un abitante del villaggio, cominciò a sospettare che la donna volesse denunciarlo per aver violato la norma del figlio unico. Assieme ai quattro figli, aggredì Li Guiying, le cui difese vennero prese dal marito, che però ebbe la peggio e venne ucciso a coltellate.

Gli assassini si diedero alla fuga quella stessa notte e da quel momento in poi Li Guiying decise di condurre un’inchiesta nello stesso di qualsiasi romanzo giallo: arrivava nei villaggi e iniziava a chiedere informazioni. Per 17 anni, la donna ha perlustrato una decina di province e centinaia di città e villaggi. I primi due sospetti – Qi Xueshan e il figlio Qi Baoshan – furono catturati a Pechino e nello Shanxi poco dopo l’assassinio. Sono così stati condannati a quindici anni di carcere. Alla donna i primi due arresti non sono bastati e ha proseguito nelle sue ricerche: Qi Jinshan è stato preso a Urumqi, nell’estrema provincia nordoccidentale nel 2011. Condannato alla pena di morte, si è appellato e attende la sentenza definitiva.

A giugno di quest’anno, infine, Li Guiying è riuscita a far arrestare gli ultimi due figli di Xueshan, Qi Haiying e Qi Kuojun. Anche loro, come il padre e uno dei due fratelli, sono stati condannati a 15 anni di carcere. La vicenda della donna ha fatto molto discutere in Cina, soprattutto di fronte alla sua perseveranza che fa da contrasto all’inefficienza delle forze di polizia. Per Li Guiying, la partita non è ancora chiusa: “Il mio prossimo passo è quello di scoprire chi ha assistito la latitanza dei cinque sospettati. Chi li ha nascosti quando scappavano, chi ha cambiato i nomi sulle loro carte d’identità. E la polizia, perché non ha assunto l’iniziativa di dare loro la caccia? E’ una negligenza. Tutti saranno sottoposti a giudizio, non avranno scampo”.

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GM