A contatto con la pediatra, bimbo si ammala di tubercolosi

(Sean Gallup/Getty Images)
(Sean Gallup/Getty Images)

Nei giorni scorsi, l’Azienda sanitaria universitaria di Trieste aveva lanciato un allarme su tutta la provincia e avviato controlli a tappeto su 3.500 bambini. Il problema nasceva dall’accertamento di un caso di tubercolosi polmonare in un proprio operatore sanitario, un pediatra libero professionista privato convenzionato col servizio sanitario che opera occupandosi anche di vaccinazioni. Uno dei bambini che sono entrati in contatto con il pediatra è stato scoperto affetto dalla Tbc nel corso degli accertamenti avviati.

Il piccolo è ora ricoverato nell’ospedale infantile Burlo Garofolo, non sembra essere in gravi condizioni, ed è stato sottoposto ai test e alle cure previste dal protocollo definito al momento della scoperta della malattia nella pediatra triestina. L’età del bambino non si conosce, ma sembra che questi sia davvero molto piccolo. Subito dopo la scoperta della Tbc nella pediatra, il direttore generale dell’Azienda sanitaria Nicola Delli Quadri è intervenuto per spiegare la situazione, sottolineando: “Ci aspettiamo eventi positivi pari a zero o vicini allo zero ma i controlli vanno fatti lo stesso per tutelare la salute dei bambini e dare sicurezza e informazioni alle famiglie”. In ogni caso, il contatto rischioso, per essere tale, deve essere almeno di 8 ore di vicinanza intima in ambiente chiuso e la tubercolosi è una malattia guaribile al 100%, anche nelle forme più invasive.

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GM