Scatta la rivolta contro i migranti: sono accusati di un fatto gravissimo

Polizia svedese (repertorio, Getty Images)
Polizia svedese (repertorio, Getty Images)

Per tutta la settimana, rivolte spontanee di cittadini si sono tenute davanti a un centro per rifugiati sull’isola svedese di Gotland, nel Mar Baltico, dopo la diffusione della notizia che alcuni richiedenti asilo si sarebbero resi responsabili dello stupro di una donna disabile in sedia a rotelle. L’episodio risale alla scorsa settimana, quando una disabile trentenne ha denunciato di essere stata vittima di violenza carnale dopo che un uomo che le aveva offerto un passaggio in taxi. A quel punto è scattata l’indagine e nonostante la polizia non abbia divulgato la nazionalità dei sei uomini arrestati per avere a vario titolo avuto a che fare con l’episodio, la stampa locale ha parlato di richiedenti asilo coinvolti in quanto accaduto, tanto da scatenare l’ira della popolazione.

Mercoledì scorso oltre un centinaio di cittadini ha dato vita a una marcia di protesta fin sotto la stazione della polizia, altri hanno assaltato il centro per migranti con fitte sassaiole. Lo scorso anno, la Svezia ha accolto oltre duecentomila migranti, la percentuale pro capite più alta dell’intera Ue. La situazione nel Paese è tesa da tempo, visti anche episodi gravi come quello del migrante di appena 15 anni che a gennaio dello scorso anno ha ucciso Alexandra Mezher, una giovane di soli 22 anni, impiegata come volontaria in un centro d’accoglienza per i profughi di Molndal, vicino a Goteborg, o della troupe televisiva australiana, che si occupa della realizzazione del format ’60 minutes’, che era stata aggredita da uno sparuto gruppo di migranti somali durante un reportage.

 
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GM