Omicidio Guerrina, ecco la sentenza

padre Gratien (foto dal web)
padre Gratien (foto dal web)

La corte d’Assise di Arezzo ha emesso la sentenza nel caso dell’omicidio di Guerrina Piscaglia. Padre Gratien Alabi è stato condannato dunque a 27 anni di carcere. Il frate congolese è stato riconosciuto colpevole dell’omicidio volontario e della soppressione del cadavere di Guerrina Piscaglia. La donna scomparve il primo maggio del 2014 da Ca Raffaello, nell’Aretino. Il suo corpo, nonostante le tante ricerche e le numerose false piste seguite dagli inquirenti, non è mai stato trovato. La corte d’Assise di Arezzo ha accolto la quantificazione della pena richiesta del pm Marco Dioni. Il religioso era presente in aula e i testimoni raccontano di come sia rimasto di sasso e con gli occhi lucidi di fronte alla lettura della sentenza. “Ora dica dove ha messo il corpo”, ha detto subito dopo la decisione della Corte il marito della donna, Mirko Alessandrini – “mia moglie non c’è più, ma ha avuto giustizia nel suo compleanno”. Gratien Alabi, ha poi aggiunto, “ha tradito la fiducia di tutti noi: lo avevano accolto come un amico”. Il 23 aprile 2015 il religioso congolese era stato arrestato e condotto nel carcere San Benedetto di Arezzo perché si temeva una sua possibile fuga all’estero. Dal 1° febbraio scorso si trovava agli arresti domiciliari, con l’applicazione del braccialetto elettronico, presso il convento dei Premostratensi di Roma, in viale Giotto, l’ordine religioso a cui appartiene. Durante le ultime fasi processuali il pm Marco Dioni ha sostenuto che l’imputato è colpevole “al di là di ogni ragionevole dubbio”.

F.B.