75 scosse nella notte: “Il sisma si sposta, non è ancora finita”

(FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
(FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

L’incubo continua. Nella notte sono state registrate circa 75 scosse di terremoto di magnitudo superiore a 2  nella zona già ampiamente colpita dal sisma compresa tra Lazio, Umbria e Marche. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), la più forte è stata alle 00:24 con magnitudo 3.4 ed epicentro vicino a Preci (Perugia) e Castelsantangelo sul Nera (Macerata). Non si hanno al momento segnalazioni di nuovi crolli, ma i controlli in merito sono ancora in corso e la situazione è in continua evoluzione. Ieri nello stesso arco di tempo le scosse in zona erano state oltre 105, tra cui una di magnitudo 4.8. E proprio l’Ingv ha lanciato un preoccupante allarme: “Già prima della scossa di 6.5 del 30 ottobre la preoccupazione era l’espansione verso nord-nordovest; invece in quel caso, insolito, il terremoto è tornato indietro sui suoi passi, ma la preoccupazione del progressivo coinvolgimento di aree a nord-nordovest resta e in tal senso sta la scossa di stanotte”, ha spiegato Gianluca Valensise, dirigente di ricerca Ingv. “Quindi nel maceratese, verso nord e nordovest purtroppo non si possono escludere altre scosse anche forti. Normalmente infatti i terremoti non tornano indietro, si allontanano dalla zona interessata dalla prima forte scossa verso le estremità di faglia, dove un trasferimento di sforzo dalla faglia che produce il terremoto a quelle adiacenti può causare l’innesco di una di tali faglie. Se le faglie sono pronte, sono cariche di energia potenziale, può dare un altro terremoto”. “Purtroppo – ha ricordato Valensise – le conoscenze delle faglie sono ancora parziali, anche se negli ultimi 20 anni abbiamo fatto passi avanti enormi. Oggi stiamo osservando la sequenza al microscopio come non abbiamo mai potuto prima”.

F.B.