Genitori in rivolta: “Non insegnate queste cose ai nostri bimbi”

(MEHDI FEDOUACH/AFP/Getty Images)
(MEHDI FEDOUACH/AFP/Getty Images)

L’Istituto Comprensivo di Oderzo, in provincia di Treviso, ha deciso di introdurre nel proprio piano didattico un corso di lingua, cultura e civilizzazione romena rivolto a tutti gli alunni delle scuole facenti parte dell’istituto. L’iniziativa coinvolge tutti, dai bambini dell’asilo fino agli studenti delle scuole medie e a molti genitori non è affatto piaciuta. Molti si chiedono se non sia invece opportuno insegnare ai bambini gli usi e costumi della lingua italiana o almeno una lingua straniera più diffusa nel mondo e più utile in una società sempre più connessa e globale. Il primo a lamentarsi e a lanciare la rivolta è stato un papà che su Facebook ha scritto: “Non mi sembra proprio il caso. Magari, visto che si tratta di bambini dell’asilo, cominciate a insegnare l’italiano e le culture italiane o magari come fare i calcoli basilari”. Molti tirano in ballo anche la famosa mancanza di fondi per cui bisogna portare a scuola carta igienica e beni di prima necessità; ci si chiede “Come mai per questo corso di rumeno i fondi li avete trovati?”. La direzione dell’istituto comprensivo ha voluto però puntualizzare: “Prima di tutto dice la direzione precisiamo che si tratta di un corso su base volontaria. Per quanto riguarda gli alunni delle scuole materne e primarie esso è rivolto solo agli alunni di lingua romena. E’ invece aperto a tutti gli alunni che frequentano le medie. Inoltre non è un’attività curricolare bensì si svolge di pomeriggio in orario extra scolastico». E a proposito dei fondi: “Si tratta di accordi fra Stati, nello specifico fra l’Italia e la Romania. In questo caso sono stati stanziati dei fondi per l’insegnamento della cultura e lingua romena. Ricordiamo che la stessa Unione Europea sollecita l’insegnamento di più lingue comunitarie e il romeno è una di queste”.

F.B.