Putin tifa Trump, ecco perchè – VIDEO

Donald Trump (Spencer Platt/Getty Images)
Donald Trump (Spencer Platt/Getty Images)

Molto si è detto e scritto della presunta affinità elettiva tra Donald Trump e Vladimir Putin. Il candidato repubblicano alle elezioni presidenziali Usa è stato definito nel migliore dei casi amico e alleato del presidente Russo, e nel peggiore suo “fantoccio e utile idiota”. Ma che i due siano legati da reali interessi economici o patti politici è tutto da dimostrare: l’unic cosa certa è che Trump con il leader del Cremlino non si è mai incontrato. Quest’ultimo si è ben guardato dal dare il suo endorsement all’uno o all’altro candidato in una campagna che ha visto la Russia al centro del dibattito come mai prima d’ora. “Il popolo statunitense farà la scelta che ritiene necessaria, e in ogni caso lavoreremo con qualsiasi leader, se naturalmente vorrà lavorare con noi”, aveva detto Putin lo scorso ottobre, ripetendo una formula ormai rituale nelle relazioni di Mosca con il resto del mondo. Ma la retorica della campagna elettorale di Trump è “il più grande sogno di tutti al Cremlino”, ha spiegato al The Post Tina Khidasheli, ministro della Difesa della Georgia, alleato degli Usa, aggiungendo che “è spaventosa, pericolosa e irresponsabile”.

Com’è noto, Donald Trump ha in mente un’America meno interventista e proiettata all’interno, senza escludere un disimpegno degli Usa dalla Nato qualora gli alleati non inizino a contribuire in modo più significativo alle spese di difesa, e auspica un ripristino delle relazioni e del dialogo con Mosca per combattere l’Isis, mentre non si dice favorevole a un intervento automatico di Washington al fianco dei paesi Baltici, minacciati dalla Russia. Non solo: il candidato repubblicano è arrivato a invocare l’aiuto della Russia per andare più a fondo nello scandalo legato alle e-mail dell’avversaria democratica Hillary Clinton, e ha messo in dubbio che esista una campagna di hackeraggio lanciata dal Cremlino contro gli Usa. Per il resto, si è rifiutato di condannare i raid russi e siriani su Aleppo e ha detto di preferire una Crimea russa a una Terza guerra mondiale per restituirla all’Ucraina. E non dimentichiamo che Trump ha anche espresso più volte apprezzamenti personali su Putin (“è stato un leader molto più di quanto lo sia stato Obama”) e si è detto disposto a invitarlo negli Stati Uniti. Parole che, sebbene bollate da Mosca come “retorica da campagna elettorale”, devono essere suonate come musica nelle orecchie del leader del Cremlino, che nel suo terzo mandato si è concentrato soprattutto sul ritorno della Russia a grande potenza internazionale e su un raffrozamento del suo ruolo come interlocutore degli Stati Uniti. Non a caso Putin ha definito il tycoon americano “un uomo di indubbio talento”. Tuttavia, come ha spiegato a Foreign Affairs Serghei Markov, a capo di un think-tank filo Cremlino, a molti in Russia Trump appare “troppo poco prevedibile, perché non troppo esperto” di politica. “Certo, Trump ci piace – ha continuato l’analista politico – ma ha un forte super ego e potrebbe diventare ostaggio delle sue promesse. Apprezza Putin non per le sue politiche, ma perché è un tipo figo, e temo che proverà costantemente a essere anche lui un tipo figo, magari più di Putin”. Senza contare che il programma di Trump prevede l’esportazione della democrazia e dei valori americani come forza di cambiamento positivo nel mondo. Di simile avviso è anche Gleb Pavlovsky, ex consigliere dell’amministrazione presidenziale russa e ora detrattore di Putin: “Se vincerà Trump, al Cremlino si brinderà a champagne, ma non per molto”. A suo dire, i leader russi presto “capiranno che non hanno risolto nulla e che l’elezione di Trump porterà più caos, ma quello che stiamo vedendo è proprio questo: caos”. E il nuovo allarme attentato durante un comizio a Reno, in Nevada, documentato dal video che riportiamo qui sotto, ne è l’ennesima dimostrazione. Mentre parlava rivolto alla platea, il candidato repubblicano è stato precipitosamente portato via dagli uomini dei servizi segreti: non è ancora chiaro cosa sia successo, ma i timori sarebbero legati a qualcuno tra il pubblico che avrebbe urlato che c’era una pistola. Allarme rientrato, almeno per ora.

EDS