Quella volta che Trump si fece ridare i soldi da Pavarotti

(Websource)
(Websource)

Adesso che Donald Trump è diventato il nuovo presidente degli Stati Uniti emergono tantissimi retroscena sulla sua vita. Del suo passato da wrestler abbiamo già visto parecchie immagini così come alcune sue ex fiamme si sono fatte vive rimpiangendo di averlo lasciato (vedi per esempio Lory Del Santo). Adesso emerge questo nuovo episodio legato al grande tenore Luciano Pavarotti. Il nostro grande artista si era esibito al Trump Taj Mahal di Atlantic City, un casinò resort enorme ispirato all’India con camere e suite di lusso, ristoranti, negozi e nightclub di proprietà del presidente eletto. In quell’occasione Pavarotti incappò in qualche stecca e Donald Trump non la prese affatto bene. Il magnate pretese dal cantante lirico italiano che gli restituisse i soldi dell’ingaggio o almeno la metà di quello che aveva pagato. Incredibilmente chi assistette a quell’episodio racconta che Pavarotti accettò quelle dure critiche e quelle condizioni e addirittura si scusò, disse che non stava bene e si offrì di tornare senza pretendere più alcun compenso. Questo episodio non deve aver addolcito la famiglia di Pavarotti che qualche mese fa scrisse una dura lettera: “Apprendiamo oggi che la romanza ‘Nessun dorma’ interpretata da Luciano Pavarotti viene utilizzata come parte della colonna sonora della campagna elettorale di Donald Trump. Tocca a noi familiari ricordare che i valori di fratellanza e solidarietà che Luciano Pavarotti ha espresso nel corso della sua carriera artistica sono incompatibili con la visione del mondo proposta dal candidato Donald Trump”.

F.B.