Vladimir Putin (ALEXEI DRUZHININ/AFP/Getty Images)

Vladimir Putin (ALEXEI DRUZHININ/AFP/Getty Images)

In un momento in cui sembra tornato un clima da guerra fredda, con i cieli sorvolati da bombardieri russi controllati da aerei di Paesi europei e soldati Nato – compresi italiani – sul confine di “Stati cuscinetto” come la Lettonia, resta alta la tensione tra Vladimir Putin e l’Unione Europea. Strasburgo ha infatti approvato una risoluzione nella quale si accusa apertamente il Cremlino di finanziare “partiti e altre organizzazioni all’interno della Ue” di ispirazione antieuropeista. Si legge nel testo: “Il governo russo sta utilizzando un ampio ventaglio di strumenti come think tanks, tv multilingua come Russia Today, pseudo-agenzie di stampa e service come Sputnik, social media e troll sul web per sfidare i valori democratici e dividere l’Europa”.

L’intenzione della Russia sarebbe “di dare l’impressione che gli Stati orientali dell’Unione europea sono fallimentari”. In quei Paesi “i media nazionali sono spesso deboli e incapaci di resistere alla potenza dei media russi”, mentre in disinformazione e propaganda, “la Russia investe considerevoli risorse finanziarie, stanziate direttamente dallo Stato o da imprese e organizzazioni controllate dal Cremlino”. Il Parlamento europeo, inoltre, “deplora il sostegno russo alle forze anti-europee nell’Unione, soprattutto in relazione ai partiti di estrema destra, alle forze populiste e ai movimenti che negano i valori fondamentali delle democrazie liberali”.

Nella risoluzione si sottolinea la necessità per l’Europa di contrastare queste “campagne di disinformazione” e si suggerisce di rafforzare la task force per la comunicazione strategica dell’Ue. Sul tema è intervenuta anche Federica Mogherini: “Dobbiamo dare la parola a chi ha beneficiato delle nostre politiche, mettere l’accento sulle storie positive, semplificare i messaggi e parlare della vita vera”. Non si è fatta attende la replica di Vladimir Putin, per il quale “siamo testimoni di un degrado politico della democrazia nei Paesi occidentali”. Dice il presidente russo che sanzionare i mezzi di informazione “vorrebbe dire che staremmo assistendo a una chiara tendenza al degrado, nel senso politico di questa parola, della nozione di democrazia nella società occidentale. Mentre ognuno cerca di fare una predica alla Russia sulla democrazia, i legislatori europei ricorrono a una politica di restrizioni, che non è il modo migliore per affrontare eventuali problemi. L’approccio migliore è una discussione aperta, in cui dovrebbero essere presentati argomenti chiari e solidi a sostegno del proprio punto di vista. Spero davvero che prevalga il buon senso e che non si concretizzi nessuna restrizione”.

Sulla mozione, Lega Nord, Movimento 5 Stelle e l’Altra Europa hanno votato compatti contro. Il Nuovo Centrodestra si è espresso a favore, mentre Pd e Forza Italia si sono divisi sul testo. Durissimo l’affondo di Mario Borghezio, esponente del Carroccio: “Pura follia associare l’attuale Federazione Russa e la sua legittima attività di contro-informazione a quella dei terroristi dello Stato islamico. Volete far tornare il mondo alla guerra fredda? Fortunatamente ora al posto di Obama, che con la sua politica estera alimentava i venti di guerra, c’è l’equilibrato Trump che preannuncia finalmente una mano tesa degli Usa verso la Russia”.

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GM