Giulia, dopo 7 anni di coma avviene l’incredibile

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Giulia aveva 15 anni quel pomeriggio del 24 marzo 2004 quando a causa di un’aneurisma cerebrale dovuto ad una malformazione congenita al cervello, di cui nessuno sapeva niente, si sente male. Era in pullman con le amiche quando si è accasciata su se stessa dicendo soltanto: “Ho un male terribile”. Al pronto soccorso il primario dice ai genitori che “una malformazione così se ne vede una ogni cento anni. Difficile affrontarla”. Poi decide comunque di operarla. Tredici ore sotto i ferri. “Era irriconoscibile, tutta fasciata, completamente gonfia, intubata” ricordano i genitori. Era diversa anche perché le avevano tolto una porzione di cervello. Poi al momento di svegliarsi dal coma indotto sopraggiunge l’ennesima emorragia cerebrale. Così si rende necessaria un’altra craniotomia. Il come che ne segue purtroppo non è più indotto dai medici. Ma è quello profondo. Quello dal quale di solito non ci si risveglia. Ma dopo 7 anni il miracolo. La mamma come sempre è lì al capezzale della figlia quando improvvisamente mentre le tiene la mano sente quella di Giulia che si muove per accarezzare la sua. Non le sembra vero e le chiede di ripetere il gesto e Giulia esegue.

La madre non aveva mai perso le speranze e il modo in cui si è presa cura di lei in questi anni lo dimostra. La veste tutte le mattine, le mette le scarpe, la fa passeggiare. Le prende una tv, organizza anche la festa di compleanno per i suoi 18 anni. Ma soprattutto fa venire a sue spese una logopedista, una neuropsicologa e un operatore riflessologo che l’aiutano a mantenere il corpo intatto. «Bisogna scommettere sulla persona anche quando è in coma», dice la mamma Maura. E il tempo le ha dato ragione. Ora Giulia ha seguito il corso di riabilitazione nel Centro Cardinal Ferrari di Fontanellato del gruppo Kos e con l’aiuto di sua madre prosegue il lento e difficile ritorno alla vita.

Giulia insieme alla mamma (Websource)
Giulia insieme alla mamma (Websource)

F.B.