Davvero incredibile ciò che accade in questo palazzo

(Websource/archivio)
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Siamo a Bari, in via Archimede 16, qui sorge uno stabile che negli ultimi anni sta raccogliendo una fama di certo non eccelsa. Dal 1990 ad oggi, infatti, all’interno di questo palazzo di 9 piani sarebbero stati registrati ben 27 casi di tumori, 18 dei quali mortali. La malattia sembra colpire senza distinzione di sesso o di età. Ora però i cittadini vogliono capire il perché di questa innaturale concentrazione di fenomeni tumorali concentrati nello stesso luogo. L’edificio sorge di fronte al palazzetto dello sport ed è stato eretto negli anni ’70. Molti si chiedono se sia qualcosa dovuto ai materiali di costruzione, altri ancora richiedono di analizzare l’ambiente circostante.

Oltre ai casi di cancro ci sono anche quelli di linfoma  di vario tipo, insomma non vi è pianerottolo che non abbia registrato almeno un paio di malattie gravissime. Antonio Magliocchi, uno dei condomini residenti racconta: “Siamo venuti a vivere qui il 19 settembre del 1982, ricordo ancora il giorno in cui ci hanno consegnato la casa. In questo condominio si sono susseguiti in maniera esponenziale casi di decessi e anche persone che si sono ammalate, oggi in cura o in attesa di conoscere l’esito dell’esame istologico. Ad ottobre, a distanza di una settimana sono morte due inquiline”. Licia Magliocchi rincara la dose: “Abbiamo collegato i casi e ipotizzato perché tuttora sono soltanto ipotesi. Chiediamo che si valuti qualsiasi presenza nei muri, negli impianti elettrici, nel materiale con cui questa palazzina è stata costruita, nelle tubature dell’acqua. La prima segnalazione risale al gennaio 2015 e non abbiamo avuto risposta, sia per le verifiche ambientali che per la messa in sicurezza del palazzo, ad ottobre di quest’anno abbiamo mandato una nuova raccomandata alla quale non è seguita, per il momento, alcuna risposta”. L’Arca, la società proprietaria dello stabile ha fatto sapere che ha già contattato gli organi competenti e che presto verranno fatte verifiche in merito.

Antonio Russo