(Franco Origlia/Getty Images)

Gianfranco Fini (Franco Origlia/Getty Images)

Oltre 200 finanzieri hanno eseguito stamattina in tutta Italia 80 perquisizioni alcune a carico di persone fisiche, altre a carico di società disposte dalla procura di Roma. Si è giunti così all’arresto di diverse persone, tra cui l’ex parlamentare del Pdl Amedeo Laboccetta. Gli indagati, una vetina in tutto, sono accusati di un’associazione per delinquere transnazionale. Il sodalizio, in base a quanto risulta dalle indagini, riciclava in tutto il mondo i proventi del mancato pagamento delle imposte sul gioco online e sulle video-lottery. Oltre all’ex parlamentare, in manette è finito anche l’imprenditore Francesco Corallo. Grave risulta infine la posizione di Sergio e Giancarlo Tulliani, rispettivamente padre e fratello della compagna dell’ex presidente della Camera, Gianfranco Fini, che sono indagati nell’ambito della medesima indagine. L’ex leader del centrodestra risulta comunque totalmente estranei ai fatti contestati ai suoi familiari.

Gli indagati devono rispondere a vario titolo per i reati di riciclaggio e false fatturazioni, al termine di un’articolata inchiesta della procura romana, mentre le perquisizioni sono svolte da finanzieri del nucleo speciale di polizia Valutaria, i quali sono risaliti ai componenti dell’organizzazione. Questa – dalle risultanze dell’inchiesta – pare avesse messo in piedi alcune “società cartiere” attraverso le quali era stato strutturato un sistema di riciclaggio, portato avanti da alcune aziende. Erano queste ultime che chiedevano e pagavano all’organizzazione importi indicati in fatture false. L’organizzazione tratteneva una quota del denaro e restituiva ‘in nero’ la parte più significativa alle stesse aziende. Questo circuito messo in azione dagli indagati avrebbe fruttato oltre 60 milioni di euro, ma l’inchiesta per riciclaggio va avanti e la lente d’ingrandimento è ora puntata su altre aziende.

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GM