Amatrice: cinque mesi dopo qualcosa finalmente si muove

Sergio Pirozzi e Matteo Renzi (foto dal web)

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A quasi cinque mesi dal sisma del 24 agosto e a pochi giorni dalle quattro scosse che mercoledì hanno nuovamente gettato nel panico il centro Italia, finalmente – in questo caso è davvero necessario dirlo – arrivano “le prime 25 Soluzioni abitative d’emergenza (Sae) per i cittadini di Amatrice aventi diritto”, che – spiega una nota del comune dell’alto rietino – “sono state assegnate attraverso un’estrazione tra le 36 domande pervenute al Comune, avvenuta questa mattina al C.o.i. (Centro operativo intercomunale)”. L’estrazione “si è tenuta alla presenza del sindaco Sergio Pirozzi e del notaio Paolo Gianfelice e ha visto l’assegnazione di 19 case di 40 metriquadri, 5 di 60 metriquadri (5) e una di 80 metriquadri”.

Ha spiegato il primo cittadino di Amatrice che la sua “ha dimostrato di essere una comunità forte”, proseguendo: “Mi ero appellato che facesse richiesta per l’assegnazione delle casette solo chi aveva nell’immediatezza reale necessità e così è stato, il Noi ha vinto sull’Io. Con questo sorteggio diamo certezza alle prime famiglie che potranno rientrare in casa, ora spero che possano finire il prima possibile le opere di urbanizzazione circostanti, come marciapiedi e similari. Il Genio civile sta facendo un grande lavoro, e ora ci auguriamo che continuino giorno e notte accelerando così i tempi per dare uno spazio giusto e vivibile alla mia Comunità”.

Il sindaco Sergio Pirozzi ha aggiunto poi: “ha dimostrato di essere una comunità forte – ha dichiarato Pirozzi – mi ero appellato che facesse richiesta per l’assegnazione delle casette solo chi aveva nell’immediatezza reale necessità e così è stato, il Noi ha vinto sull’Io. Con questo sorteggio diamo certezza alle prime famiglie che potranno rientrare in casa, ora spero che possano finire il prima possibile le opere di urbanizzazione circostanti, come marciapiedi e similari. Il Genio civile sta facendo un grande lavoro, e ora ci auguriamo che continuino giorno e notte accelerando così i tempi per dare uno spazio giusto e vivibile alla mia Comunità”.

Il primo cittadino ha concluso: “Il criterio adottato dalla città reatina prevedeva una richiesta spontanea da parte dei cittadini che ne avevano strettamente bisogno. Tra quelli, hanno avuto priorità nell’estrazione coloro che hanno una disabilità del 100%, o chi ha nel proprio nucleo familiare una persona di oltre 75 anni con almeno il 75% di disabilità”. Sebbene quella dei primi moduli abitativi sia una bella notizia, in questa situazione difficile, pesano le promesse di fare in fretta: dopo le scosse del 26 ottobre, l’allora premier Matteo Renzi “spinse” infatti, facendo appello al Parlamento per “fare più veloce possibile per approvare il decreto sul terremoto” del 24 agosto.

Arrivò poi la scossa del 30 ottobre e Renzi spiegò che “ci vorrà del tempo”, aggiungendo: “Giustamente tutti chiedono di restare il più possibile qua. E’ comprensibile e nessuno immagina alcuna deportazione. Cercheremo di trovare delle soluzioni coinvolgendo i sindaci, il nostro obiettivo è fare le cose insieme”. Da allora, i mesi sono passati e la situazione – anche a causa del maltempo – è divenuta sempre più complicata.

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GM