Rigopiano, la tragedia familiare dietro alle ultime vittime

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Le cinque vittime della tragedia di Rigopiano sono ora state tutte riconosciute. Gli ultimi due cadaveri identificati sono quelli di Sebastiano Di Carlo, 49 anni, di Loreto Aprutino (Pescara), e di Barbara Nobilio, di 51 anni, sempre originaria di Loreto Apritino. Sebastiano era il marito di Nadia Acconciamessa, lei pure morta nella tragedia. Il loro bimbo, Edoardo, è riuscito a salvarsi, ma si ritrova orfano. Il marito di Barbara Nobilio, Piero Di Pietro, 53ennne di Loreto, risulta invece tuttora disperso. Venerdì erano state riconosciute le altre due vittime: Alessandro Giancaterino, capocameriere dell’albergo, e Gabriele D’Angelo, cameriere.

Il bilancio è dunque di 9 estratti vivi, 5 vittime, tutte identificate, 23 dispersi. I soccorritori sono ancora al lavoro, ma con l’abbassamento delle temperature si profila il rischio di altre slavine e le condizioni si fanno sempre più critiche. Le condizioni meteo, infatti, non volgono al meglio e stamane piove sulla zona di Penne. Il rischio valanghe è salito a 4 su una scala di cinque. I vigili del fuoco hanno però confermato che da sotto la neve arrivano “altri segnali”: “Stiamo verificando – ha spiegato il funzionario dei pompieri Alberto Maiolo – . Potrebbero essere persone vive ma, anche, le strutture dell’albergo che si muovono sotto il peso della neve”. E tutti continuano a ripetere che “c’è ancora speranza”. “Continuiamo a lavorare con grande determinazione, grande forza, grande professionalità e con ogni mezzo per trovare le persone che sono lì sotto”, ha ribadito il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico, spiegando che tutti i soccorritori “continuano a coltivare la speranza, così come abbiamo fatto quando c’era chi pensava che non ci fosse nessuna speranza. Ieri, pur in assenza di segnali, sono state trovate persone. E il fatto che non ci siano rumori non significa alcunché, perché le squadre di soccorso hanno raccontato di aver rotto delle murature che impedivano l’accesso. La cosa fondamentale è continuare a scavare”.

EDS