Rigopiano, la rabbia dei pompieri: “Siamo pochi e molto stanchi”

(FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Prosegue il recupero delle vittime dell’Hotel Rigopiano: cinque i cadaveri trovati nelle ultime ore e il bilancio sale ora a 12 persone rimaste uccise. Nel primo pomeriggio di ieri, i vigili del fuoco hanno individuato ed estratto dalle macerie il corpo di una donna, che si trovava in uno stanzino vicino alla zona della cucina e del bar. La donna è stata poi identificata in Linda Salzetta, sorella del manutentore dell’albergo che si salvò perché era fuori dall’edificio al momento della tragedia, mentre si sta ancora lavorando per liberare il corpo di un’altra vittima, individuata nella giornata di domenica.

I soccorritori sperano ancora di trovare in vita qualcuno in qualche ‘sacca d’aria’, intanto i vigili del fuoco si sfogano: “Solo venticinque vigili del fuoco lavorano a Rigopiano nelle ricerche dei ventiquattro dispersi nella notte. Undici uomini di Pisa, otto di Roma e appena sei di Pescara”. A riferirlo è Antonio Brizzi, segretario generale del Conapo, che evidenzia al quotidiano ‘Il Tempo’: “Il personale é scoraggiato dal fatto che, per ordini dall’alto, durante la notte sia stato ridotto perfino del 30% mentre in situazioni simili ci sarebbero dovuti essere 300 pompieri a ogni ora a tirare fuori le persone da sotto la neve”.

A sentire uno dei vigili del fuoco impegnati a Farindola, il problema non è la quantità, ma la qualità dei soccorsi: “Ci vorrebbe un esercito. Invece siamo pochi, talmente pochi che una zona dell’hotel non è stata proprio battuta. Nelle immagini che stanno girando in questi giorni si vedono centinaia di uomini: sono quelli del soccorso alpino, bravissimi, generosi, che si danno un gran da fare ma che pretendono di scavare senza avere le nozioni tecniche per farlo. Oggi erano una valanga su una sola porzione di sito. Vogliono fare, si vogliono infilare. Bellissimo. Ma un conto è scavare in superficie la neve, un altro sapere cosa stai facendo quando scavi o demolisci. La buona volontà non basta. Volevano rompere delle porzioni di muro che sostenevano travi di legno sopra ai quali c’erano cinque metri di neve. Gli abbiamo dovuto gridare di stare fermi, crollava tutto. Mentre gli escavatori sono fermi da qualche parte, chissà dove”.

“Nemmeno un bagno chimico”

Marco Piergallini, pompiere e sindacalista Conapo, in prima linea all’hotel Rigopiano, aggiunge: “Eppure basterebbe mettere delle torri-luce per lavorare anche la notte. Siamo sempre gli stessi, ogni tanto chi si stanca va a riposare un’oretta. Ieri (sabato ndr) sono finalmente riuscito a lavarmi i denti per la prima volta da quando sono arrivato, mercoledì scorso. Non c’è nemmeno un bagno chimico, e siamo in tanti qui, tra carabinieri, guardia di finanza, volontari, poliziotti, soccorso alpino e noi pompieri. La pipì la facciamo nella neve, per tutto il resto c’è il bosco. Il nostro pranzo di oggi è stato mezzo panino con la Nutella, una merendina e un succo di frutta. La cena di ieri è arrivata alle 4 di notte: la pasta e fagioli era talmente compatta che il mestolo si reggeva da solo”.

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GM