Trump mostra subito i muscoli: questi i primi provvedimenti

(Getty Images)

A pochi giorni dalla cerimonia di insediamento, il primissimo atto del neopresidente Usa, Donald Trump, è la firma dell’ordine esecutivo che sancisce il ritiro degli Stati Uniti dal Tpp, quel Trans Pacific Partnership, accordo di libero scambio con 11 paesi affacciati sul Pacifico, fortemente voluto dall’amministrazione Obama, ma che il nuovo inquilino della Casa Bianca considera “pericoloso per l’industria americana”. Trump ha mostrato alle telecamere la firma apposta sull’ordine, sottolineando: “Stiamo facendo grandi cose per i lavoratori americani”. Firmati anche due provvedimenti cari ai conservatori: il taglio ai fondi federali per agenzie estere che praticano l’aborto e lo stop ad assunzioni e aumenti di stipendi nel pubblico impiego.

“Una partenza col turbo”, l’ha definito in un video editoriale su ‘RepTv’ Federico Rampini, che spiega come i provvedimenti “danno un’idea di quella che sarà la sua agenda di governo e immediatamente lancia dei segnali”. Molto importante lo stop al Tpp: “I risultati si vedono già sui mercati finanziari”, dice Rampini. L’editorialista ha aggiunto: “Quel trattato non era stato ancora ratificato dal Congresso Usa e non lo sarà finché ci sarà Trump presidente. I mercati hanno reagito tra l’altro con una svalutazione del dollaro, che anche quella va nella direzione del protezionismo che piace al presidente perché aumenta la competiitività della moneta”.

Riguardo gli altri due editti, quello “contro l’aborto” e quello che “congela gli stipendi nel pubblico impiego” vanno nella direzione di “tutelare la classe operaia, determinante per la sua vittoria” e di “far piacere sia alla destra tradizionale cattolica sia a quella dell’austerity”, quella che “si definisce la destra fiscalmente conservatrice”. Basta un giorno, dunque, a Donald Trump per dare idea di quello che sarà il suo governo.

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GM