Punita e discriminata perché “perde” la pelle come un serpente… -FOTO

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:43
(Websource / Metro.co.uk)

Shalini Yadav ha 16 anni ed è come un serpente umano. Ogni due mesi “perde” la pelle a causa di una rarissima patologia che la rende particolarmente secca e squamosa. Dovrebbe sottoporsi a un costoso trattamento a base di creme idratanti capaci di fermare il processo di indurimento della cute, ma la sua famiglia è così povera e numerosa da non poterselo permettere. E ora, come le sua vita non fosse già abbastanza difficile, è stata cacciata dalla scuola che frequentava, perché i suoi compagni hanno “paura” di lei.

I genitori di questa sfortunata ragazza indiana devono spendere tutti i soldi che guadagnano per sfamare una famiglia di otto persone (i nonni di Shalini sono ancora vivi). E così non hanno mezzi a sufficienza per curare la sua eritrodermia (questa la denominazione tecnica della patologia, nota anche come “sindrome dell’uomo rosso”), da cui è affetta sin dalla nascita. Tra l’altro, tra un “ricambio” e l’altro Shalini deve immergersi nell’acqua con cadenza oraria – giorno e notte – e spalmarsi una speciale lozione anti-disseccamento ogni tre ore.

Sua madre, Devkunwar, è disperata: “L’abbiamo portata da diversi medici – racconta – ma nessuno è stato in grado di curarla e le sue condizioni hanno continuato ad aggravarsi. Mi sento così impotente quando vedo la pelle che le viene via, provocandole dolori atroci. E’ una malattia che non la uccide, ma logora la sua vita un pezzetto alla volta. Non abbiamo idea di dove andare e di chi consultare”. “E’ meglio morire – aggiunge – che vivere una vita di miseria”. Le fa eco suo marito Rajbahadur: “E’ come aver riportato una grave ustione, dalle piante dei piedi alla testa”. “Io volevo studiare – conclude Shalini – ma mi hanno cacciato da scuola perché la mia faccia spaventa gli altri alunni. Nella mia famiglia tutti soffrono a causa della mia malattia. Ma io che colpa ne ho? Che peccato ho commesso per ricevere una simile punizione? Io voglio vivere. Vi prego, aiutatemi, se potete…”.

 

EDS