Tre servitori dello Stato accusati di reati gravissimi

(websource/archivio)

Bufera a Savona per l’arresto di due funzionari del ministero dell’Interno e un poliziotto, un ex ispettore della squadra mobile attualmente adibito a mansioni logistiche. Per tutti le accuse sono a vario titolo di corruzione, traffico di influenze illecite, peculato, truffa aggravata ai danni dello Stato, rivelazione di segreti d’ufficio, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, falso. Inoltre, il poliziotto deve rispondere di concorso in favoreggiamento della prostituzione. Tra i tre arrestati uno è un alto esponente della Prefettura.

L’indagine a loro carico ha il via nel dicembre 2015, quando nell’ambito di un’altra inchiesta sono emersi contatti sospetti tra alcuni indagati e il poliziotto. La tesi investigativa è che “il poliziotto e i due funzionari del ministero avrebbero sistematicamente abusato delle loro funzioni agevolando pratiche in cambio di denaro, ma anche di regalie come vestiti, schede telefoniche, cene, assunzioni di amici, visite mediche, spese gratis nei negozi”. In sostanza, secondo le accuse, i tre – in concorso tra loro – avrebbero accettato denaro e regali in cambio di agevolazioni per varie pratiche.

Si va infatti dal rilascio di permessi di soggiorno al cambio di cognome, passando per la riduzione dei giorni di sospensione della patente. Coinvolti nella stessa inchiesta e anche essi arrestati un marocchino, un albanese e una italiana. Anche quest’ultima deve rispondere di sfruttamento della prostituzione. Il poliziotto e il marocchino sono stati ristretti in carcere, mentre per gli altri quattro è scattata la misura degli arresti domiciliari.

TUTTE LE NEWS DI OGGI – VIDEO

GM