Commise un atto orribile: premiata con una montagna di soldi

(Websource/telegraph.co.uk)

Patrizia Reggiani è tornata in libertà dopo una detenzione durata 16 anni, a fronte dei 26 ai quali fu condannata nel 1995 per aver fatto assassinare l’allora marito Maurizio Gucci. I pm al tempo stabilirono in maniera inconfutabile che la Gucci, oggi 68enne, ingaggiò un sicario per sbarazzarsi del proprio coniuge. La donna dal 2014 era in prova ai servizi sociali, e giovedì prossimo ci sarà l’udienza che decreterà la sua scarcerazione. A far discutere però non è tanto il fatto che la Reggiani “scamperà” i dieci anni di pena residua che ancora rimangono, ma il fatto che risulti essere beneficiaria di oltre venti milioni di euro derivanti dall’accordo risalente al 1993, sancito con il povero Gucci. I due divorziarono a metà anni ’80. Secondo tale stipula, alla Reggiani andavano corrisposti 1,1 milioni di franchi svizzeri all’anno per il resto della sua vita. In seguito all’omicidio di Maurizio Gucci però le figlie negarono a Patrizia Reggiani di poter beneficiare di questo vitalizio. Una recente sentenza però ha dichiarato tale mossa illegittima, giustificando il fatto che la Reggiani, famosa anche per le sue stravaganze (come ad esempio l’insolita usanza di girare con un pappagallo sulla spalla) può invece beneficiare del lascito annuale in quanto frutto di un qualcosa precedente alla scomparsa dell’ex marito. Lo stesso assassinio di Gucci non comporta il decadimento di questo benefit. Ad ogni modo, pur essendo il parere del giudice già stato espresso, la sentenza non è ancora passata in giudicato e le figlie della Reggiani e del loro defunto padre hanno già annunciato che faranno il possibile per impedire che la loro madre possa mettere le mani sul denaro.

S.L.

 

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