Veronica Panarello: chi è la mamma condannata per la morte del figlio

Veronica Panarello (foto dal web)

A metà ottobre dello scorso anno, Veronica Panarello venne condannata a 30 anni per l’omicidio del figlio Loris Stival. La donna si è però sempre proclamata innocente e la sua difesa, prima che venissero depositate le motivazioni della sentenza, aveva chiesto che venisse posta agli arresti domiciliari. La difesa della Panarello ha da sempre seguito due filoni. Da un lato quello del coinvolgimento del nonno paterno del bambino, Andrea Stival, col quale la donna sosteneva di avere una relazione amorosa, dall’altro quello dell’infermità mentale della Panarello.

Ma chi è questa donna accusata di un crimine tanto atroce? Di lei in questi anni si è scritto molto, evidenziando il burrascoso rapporto con la madre, che ha avuto cinque figli con tre uomini diversi, la scoperta del vero padre a 14 anni e le tentazioni suicide durante l’adolescenza. Fino ad arrivare alla gravidanza e a quel figlio nato troppo presto. La “forestiera”, come veniva considerata in paese, non era forse vista di buon occhio e quanto avvenuto con l’omicidio del figlio ha contribuito ad alimentarne il ritratto di una giovane mai realmente integrata. Qualcuno parla di Veronica Panarello come di una persona “dissociata e labile”, come hanno anche evidenziato le indagini. Lei sin dall’inizio ha gridato la propria innocenza: “Io non ho fatto niente di male, non ho nulla da nascondere. Sono innocente. Là fuori c’è chi ha ucciso mio figlio. Lo cercassero”.

“Rivoglio il mio bambino – è stata la sua richiesta pressante nei giorni del delitto – voglio solo abbracciare il mio bambino, perché non me lo vogliono dare”. Ma per altri Veronica Panarello ha “problemi psicologici seri” e in paese dopo la condanna qualcuno nemmeno lo dice più a mezza bocca. Una giovane talmente “instabile” che a nemmeno 14 anni tentò di togliersi la vita bevendo della candeggina. Una compagna di classe l’aveva ritratta così: “Era solare e bella. Ma questo non vuol dire niente, poi le persone cambiano”. Uno dei traumi e quindi dei cambiamenti avviene quando scopre che l’uomo considerato per 14 anni suo padre, in realtà non lo era. A dirglielo è la madre, dopo l’ennesima lite.

Dopo il trasferimento a Santa Croce Camerina, quando Veronica è appena 15enne, arriva il secondo tentativo di suicidio, pare dopo l’incontro col suo vero padre. Un’altra svolta nella sua vita arriva dall’incontro con Davide Stival, che all’inizio l’ha difesa a spada tratta: “Non voglio che si infanghi il suo nome”, diceva. Poi anche lui era pervaso dal dubbio: “Se è stata davvero lei mi cade il mondo addosso, non ci posso credere…”. La loro storia d’amore nasce poco dopo l’arrivo di Veronica Panarello in paese e la ragazza resta incinta a 17 anni: è il 2006, l’anno della nascita di Loris. Un anno che segna un cambiamento in una ragazza troppo presto divenuta adulta.

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GM