Manuel Foffo e Marco Prato (foto dal web)

A pochi giorni dalla condanna a 30 anni per Manuel Foffo, accusato insieme a Marco Prato dell’omicidio di Luca Varani, 23 anni, ucciso in maniera atroce in un appartamento del quartiere Collatino, alla periferia di Roma, emergono nuovi particolari sull’intesa criminale che esisteva tra i due. Durante l’interrogatorio del 9 dicembre 2016 al Regina Coeli, Marco Prato – del quale nei giorni scorsi è emersa la sieropositività – ha accusato il suo complice: “Quella sera abbiamo parlato dell’omicidio del padre di Manuel Foffo. Manuel mi considerava la sua fonte di guadagno. Lui avrebbe investito su di me. Lui avrebbe avuto un ingente guadagno dalla morte del padre”.

Le nuove rivelazioni sono state pubblicate dal settimanale ‘Giallo’ in edicola in questi giorni. Stando alle parole del pr romano, Manuel Foffo gli avrebbe chiesto di “cambiare sesso per sedurre il padre Valter”. Aggiunge Marco Prato in quell’interrogatorio: “Lui ha alimentato un progetto che io avevo già in mente. Volevo andare in Thailandia per cambiare sesso. Già da bambino mi addormentavo e speravo di svegliarmi come una bambina”. Il progetto non andrà mai a compimento, anche perché i suoi genitori non sarebbero stati mai d’accordo.

Il pr ha parlato di Luca Varani come di un ragazzo solare e che rideva sempre, vittima casuale della loro follia, perché l’unico a rispondere a quei messaggi inviati alle sei e trenta del mattino. Marco Prato, rinviato a giudizio e il cui processo ordinario comincerà il prossimo 10 aprile davanti ai giudici della Corte d’Assise, ha detto dunque ai giudici che da parte sua c’era solo l’intenzione di dar vita a un gioco erotico, finito poi male per colpa di Manuel Foffo, nei cui occhi avrebbe visto profondo odio, lo stesso di quanto parlava del padre.

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GM