(Websource / Mirror)

E’ morta nella sua abitazione a West Des Moines, nell’Iowa (Usa), lo scorso ottobre, a soli 16 anni: un “caso” che ha sconvolto un’intera comunità e commosso il mondo intero e che ora, dopo la rivelazione di una serie di particolari choc, mette letteralmente i brividi. Nel processo sulla vicenda di Natalie Finn, che vede in questi giorni imputati i suoi genitori, è emerso che la ragazza fu lasciata per giorni senza cibo, tanto da essere poi ritrovata scheletrica. La 16enne era a quanto pare obbligata a trascorrere le giornate nella sua cameretta, un ambiente angusto, maleodorante e disseminato di escrementi. In quella stessa stanza è stata trovata cadavere dagli agenti mentre indossava un pannolone colmo di urina. Oltre a Natalie, anche i suoi due fratelli minori, rispettivamente di 15 a 14 anni, si sarebbero trovati in situazioni analoghe, con piaghe da decubito e pieni di sporcizia.

I genitori di Natalie sono ora in carcere, in attesa del processo che si terrà il prossimo ottobre, accusati di omicidio, violenze su minore e sequestro di persona, dato che l’autopsia ha confermato il decesso dell’adolescente per malnutrizione. La mamma adottiva della 16enne, Nicole Finn, avrebbe anche provato a difendersi dando la colpa alla figlia, spiegando che aveva gravi problemi mentali e lei non era in grado di gestirla. Natalie non andava a scuola: l’istruzione le veniva impartita nella sua cameretta degli orrori. Il detective Chris Morgan ha confermato che in quella casa c’erano molti animali, tra cui almeno una dozzina di gatti. L’igiene e l’umanità, invece, erano assenti.

EDS