Accusata ingiustamente di abusi su un minore: perde i figli e si suicida

    (Websource / Sun)

    Era stata ingiustamente accusata di aver avuto rapporti sessuali con un minore, e per tale motivo i giudici le avevano tolto i suoi quattro figli. Ma Sheila Griffin, 36enne assistente sociale di Rochdale, nella contea inglese della Greater Manchester, non ha retto alla depressione e ha così deciso di togliersi la vita assumendo un cocktail letale di farmaci. E’ stata sua nonna a trovarla morta nel suo letto, lo scorso 15 ottobre.

    La vita di quella che tutti ricordano come “una buona mamma e una persona onesta” era cambiata in modo repentino e inaspettato quando, nel 2012, la Minshull Street Crown Court di Manchester l’aveva ritenuta colpevole di violenza sessuale su minore. E’ stato allora che il marito Chris ha deciso di lasciarla dopo 18 anni di matrimonio. A mettere ulteriormente alla prova la forza d’animo della donna, poi, la sentenza con la quale le venivano sottratti i figli per affidarli alle cure paterne.

    Dopo un iter giudiziario lungo due anni, la donna era stata prosciolta dall’accusa di abusi sessuali su minore. Ma a quel punto aveva già perso i suoi figli, e il marito le impediva di vederli. Sprofondata in una grave depressione, Sheila aveva tentato già altre quattro volte di togliersi la vita con un’overdose di medicinali. Alla fine c’è riuscita. La madre della suicida, Debbie Brown, ha dichiarato agli inquirenti: “La denuncia che Sheila ha subìto ha avuto un profondo effetto sul suo equilibrio psichico. Mi sento in colpa io stessa. Ha tentato di gridare aiuto in tutti i modi, ma noi non siamo stati capaci di ascoltarla”. La donna aveva detto ai suoi familiari che doveva lottare con i suoi “demoni” e da ultimo era stata affidata alle cure di un ospedale psichiatrico. Solo due giorni prima della tragedia aveva tentato inutilmente di far visita ai suoi figli, a Edimburgo.

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    EDS