“Facciamo sesso, aiuta i muscoli”: il medico “furbetto” con una malata di sclerosi multipla

(Websource / Daily Mail)

“Il sesso ti fa bene”, perché “stimola i muscoli delle gambe”. Così il dottor Kwame Somuah-Boateng, 43 anni, diceva alla sua paziente – e amante – malata di sclerosi multipla. E lo ha fatto per sei lunghi mesi (tanto è durata la loro relazione). L’insospettabile e stimatissimo medico, sposato e con prole, era riuscito a conquistarsi la fiducia della donna. Ora, però, rischia di dire addio alla sua professione.

Gli incontri “galanti” tra Somuah-Boateng e colei che è nota semplicemente come “paziente A” avvenivano in ospedale, nella stanza che il medico usava per riposare quando era di turno di notte. “Si fidi di me, sono un medico – diceva alla malcapitata – . La aiuterà a riacquistare sensibilità”. La storia era cominciata nel luglio 2012, quando la donna – una trentenne – è stata ricoverata presso il Croydon University Hospital e ha conosciuto Boateng, il quale le è stato vicino e l’ha consolata dopo la diagnosi di sclerosi multipla.

Il danno e la beffa
Sembrava una relazione seria. Il medico anche promesso di sposarla e le aveva detto che avrebbe voluto avere un figlio da lei – anche se aveva già una moglie e due figlie in Ghana, suo paese d’origine. Soprattutto, ripeteva con insistenza che il sesso l’avrebbe aiutata a “riacquistare la sensibilità della vagina” e “rafforzare i muscoli del pavimento pelvico”… insomma “a sentirsi normale, come ogni altra donna”.

La verità è venuta a galla quando lei gli ha detto che probabilmente era rimasta incinta, e lui – spiazzato dalla notizia – ha risposto che sua moglie avrebbe ucciso il bambino. Poi la poveretta ha abortito, e il medico ha provato nuovamente a portarla a letto. Ma a quel punto la “paziente A” aveva già scoperto che aveva creduto a un mucchio di frottole… “All’epoca – ha poi raccontato lei stessa nel corso del processo a carico del medico – credevo che la nostra fosse una relazione normale. Mi faceva sentire al sicuro… Mi induceva a pensare che non avrei dovuto dire della mia malattia a familiari e amici. E mi diceva di non cercare informazioni su Internet… Solo ora capisco che mi sono lasciata ingannare”.

“Volevo fare sesso con lui – aggiunge la poveretta – perché pensavo che mi avrebbe aiutato a guarire”. Solo dopo essersi confidata con un’infermiera dello stesso ospedale ha scoperto che le presunte virtù “guaritrici” dei rapporti sessuali con il medico erano in realtà inesistenti. E’ stata quella stessa infermiera a convincerla a denunciare il medico scrivendo una lettera al direttore sanitario. Somuah-Boetang, che risiede a Mitcham, nel Surrey, nega di aver preso qualsiasi iniziativa nei confronti della “paziente A”. Sarebbe stata quest’ultima, a suo dire, a fargli delle avances. E nega di averle fornito qualsiasi prescrizione medica (essendo tra l’altro un urologo). Nel 2015 la Croydon Crown Court l’ha prosciolto dall’accusa di tentato stupro e aggressione sessuale. Ma il processo va avanti.

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EDS