Maddie McCann: cosa accadde nelle ore della sua scomparsa

(foto dal web)

A dieci anni di distanza, resta il mistero sulla sorte di Maddie McCann, la bambina inglese scomparsa nel 2007 durante una vacanza in Portogallo con i genitori. Per fare chiarezza su quanto accaduto, occorre ricostruire i tre passaggi fondamentali della sera della sua scomparsa: della bimba si perdono le tracce alle 22.14 del 3 maggio 2007. Circa due ore prima, i McCann vanno a cena, prima però mamma Kate legge una storia per far addormentare le tre figlie, Maddie appunto, e le sue due sorelline più piccole, le gemelle Sean e Amelie, nel loro appartamento nel complesso Ocean Club di Praia Da Luz.

La coppia esce poi di casa e si dirige verso il locale che si trova ad appena cento metri dal resort. Con loro ci sono Matt e Rachel Oldfield, Jane Tanner e Russell O’Brien: tutti hanno lasciato i figli a letto. Intorno alle nove, O’Brien torna al resort per controllare i bambini, poi alla comitiva di amici si uniscono David e Fiona Payne e Dianne Webster. Poiché cenano in un locale spagnolo a base di tapas, la comitiva, nel corso delle indagini, è stata ribattezzata come Tapas Nine. Gerry McCann tornò a controllare i bambini intorno alle 9.05, li vide addormentati nei letti e nelle culle, lasciò la porta aperta e tornò al bar. Jane Tanner va a controllare i figli dieci minuti dopo e nota un particolare a cui non dà molto peso: uno sconosciuto coi capelli lunghi che si allontana con un bambino che porta un pigiama rosa chiaro. Nel 2013 Scotland Yard scopre che quell’uomo è un cittadino britannico che nulla ha a che vedere con la vicenda.

La madre lancia l’allarme

E’ poi Matt Oldfield ad andare a controllare i propri figli e quelli dei McCann: sono le 21.30 e l’uomo si limita a spiare solo dall’uscio della porta. Se fosse entrato, le ricerche sarebbero scattate quantomeno un’ora prima. Kate salì a controllare mezz’ora dopo e scoprì che Maddie non c’era. In tutti questi anni, nessuno degli amici dei McCann ha mai parlato degli eventi che hanno avuto luogo quella notte. La mamma di Maddie McCann in un primo momento pensa che la figlia si sia messa sotto le coperte del letto dei genitori. Ha detto a Crimewatch nel 2014 che ha poi visto la finestra e le persiane aperte. I testimoni hanno ricordato la sua corsa verso il locale, dicendo: “l’hanno rapita, l’hanno rapita”.

Gli errori e i ritardi nelle indagini

I genitori hanno la consapevolezza del rapimento perché l’orsetto di peluche da cui la bambina non si separava mai era rimasto nel letto. A quel punto, come ha ricordato una baby-sitter che lavora nel complesso residenziale – scattato le ricerche convulse della bambina, con i McCann e i loro amici che controllano anche nei cassonetti e la mamma di Maddie che sembra come persa nel vuoto. Alle 22.14 c’è infine la telefonata alla polizia portoghese e qui iniziano una serie di errori investigativi e ritardi, a partire dal fatto che da quando scatta l’allarme a quanto arrivano le forze dell’ordine passa un’ora. Inoltre, la zona non era trattata come una scena del crimine. Circa 20 persone sono state autorizzate a muoversi liberamente all’interno di quello che un ex ufficiale ha più tardi definito “la scena del crimine peggiore” che aveva mai visto. I blocchi stradali non sono stati installati fino a circa 12 ore dopo e le frontiere con la Spagna sono state controllate solo il mattino successivo. Legato al mistero è il 44enne Robert Murat, l’imprenditore britannico residente in Portogallo, che fece da traduttore per la polizia locale prima di essere egli stesso sospettato del rapimento una decina di giorni dopo.

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GM