Lo Stato rivuole i soldi dei risarcimenti ai terremotati

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:48
Terremoto L’Aquila (Photo by Eric VANDEVILLE/Gamma-Rapho via Getty Images)

E’ incredibile quanto sta accadendo in queste ore ai terremotati de L’Aquila, che in quel 6 aprile 2009 fece 309 vittime. La Presidenza del Consiglio dei Ministri, guidato da Maria Elena Boschi, ha citato in giudizio 55 famiglie, vittime del terremoto, per avere indietro i risarcimenti che vanno da 60 a 200mila euro, pagati dopo la condanna di primo grado della Commissione Grandi Rischi. Nei giorni in cui avvenne la tragedia, la Commissione aveva tranquillizzato i cittadini affermando che lo sciame sismico non avrebbe prodotto gravi danni, ma così non avvenne. 55 famiglie cominciarono una lunga battaglia legale contro la Commissione, che in primo grado fu condannata colpevole. Successivamente, il 22 ottobre del 2012, il giudice condannò i componenti del gruppo di scienziati a sei anni di reclusione per omicidio colposo e lesioni colpose multiple. La loro colpa era stata quella di ”aver fornito alle vittime informazioni erroneamente rassicuranti, così inducendoli a rimanere a casa la notte” del drammatico sisma. La condanna prevedeva una provvisionale per ciascuna delle famiglie coinvolte nella vicenda, per un totale di circa 8 milioni di euro. Al secondo grado, però, la Commissione è stata assolta dalla Corte di Appello (solo De Bernardis fu costretto a 2 anni di reclusione) per 13 vittime. Subito dopo l’assoluzione, lo Stato chiese immediatamente alle vittime di riconsegnare i soldi versati sui loro conti. Ora l’ultimo atto: il prossimo 24 luglio un giudice del tribunale civile a decidere se i terremotati, secondo quanto riportato dal Messaggero, dovranno privarsi delle somme versate loro dallo Stato.

M.O.

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