Il principe William a cuore aperto su Lady D: “Vent’anni per elaborare il lutto”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:28
(Websource / Sun)

“Mi sarebbe piaciuto che mia madre avesse conosciuto mia moglie”. A parlare è il Principe William d’Inghilterra, che in una lunga intervista sull’ultimo numero del magazine GQ (che gli dedica anche la copertina) racconta “a cuore aperto” quanto sia stato duro scendere a patti con la morte di sua mamma, l’indimenticabile principessa Diana, madre e raggiungere una stabilità psicologica, anche dopo aver messo su famiglia con l’amatissima Kate.

Il rampollo di Casa Windsor, sempre più mediatico e impegnato, rivela che “mi ci sono voluti 20 anni” per superare il trauma della perdite della madre, di cui aveva già parlato qualche settimana fa. “Posso parlare di lei più apertamente, più onestamente, e posso ricordarla e raccontarla al meglio”, dice di Diana. “Oggi ho ancora qualche difficoltà perché a quel tempo fu tutto così difficile”, ammette, aggiungendo che non sarebbe in grado di far fronte al suo ruolo pubblico se non fosse per il sostegno di Kate e i loro figli. “Lo shock fu insostenibile – ricorda -. Ci convivo ancora oggi. La gente pensa che con il tempo le ferite passino, ma non è così. Quel momento non ti lascerà mai, si può solo imparare a gestirlo”. E tuttora soffre al pensiero che non ha potuto né potrà mai farle conoscere la moglie Kate e i suoi due bambini, George e Charlotte. “Avrei voluto avere i suoi consigli, che avesse conosciuto Catherine e avesse visto i suoi nipoti crescere. Mi rende molto triste sapere che loro non la conosceranno mai”, confessa.

Il Duca di Cambridge, che poche settimane fa si era fatto riprendere mentre videochattava con Lady Gaga proprio sul tema della depressione, ha poi parlato della campagna “Heads Together”, intrapresa da tempo con il fratello Harry e la stessa Kate Middleton allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della salute mentale. “La stabilità a casa è davvero importante per me”, ha concluso. “Voglio far vivere i miei figli in un mondo felice, stabile e sicuro. Voglio che George cresca in un ambiente reale e vivo e non dietro le pareti di un Palazzo. I media rendono tutto più difficile, ma combatterò per avere una vita normale”.

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EDS